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La "stella cometa" torna a brillare nei cieli dopo 800 anni

Saturno (in alto) e Giove (in basso) brillano nei cieli del Kansas
Saturno (in alto) e Giove (in basso) brillano nei cieli del Kansas Diritti d'autore Charlie Riedel/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Charlie Riedel/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Di Euronews Agenzie:  AP
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L'evento è prodotto dall'allineamento tra Giove e Saturno, ma l'effetto ottico si ritiene sia lo stesso di cui si parla nei Vangeli. L'ultima volta era stata visibile nel 1226

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La chiamano grande congiunzione, ed è un evento astrale tra i più rari e grandiosi da osservare ad occhio nudo.

Si tratta, in sostanza, dell'allineamento tra Giove e Saturno, i due pianeti più grandi del nostro sistema solare: un evento che si ripete all'incirca ogni 400 anni, e la cui scia luminosa, osservabile nel cielo, si ritiene potrebbe essere stata la celebre Stella di natale. 

Nonostante i due pianeti attraversino le rispettive orbite intorno al Sole ogni 20 anni terrestri, non erano mai stati così vicini dal 1623: ma allora, nell'epoca di Galileo e Keplero, l'eccessiva prossimità al sole non rese possibile percepire "l'effetto cometa", che si era verificato l'ultima volta nel 1226, quasi 800 fa.

"Potete immaginare il sistema solare come un circuito di corsa, con ognuno dei pianeti come un corridore nella propria corsia e la Terra verso il centro dello stadio", ha detto Henry Throop, un astronomo che lavora nella Divisione di Scienze Planetarie del quartier generale della NASA a Washington.

"Dal nostro punto di vista, abbiamo dunque osservato Giove avvicinarsi a Saturno nella corsia interna per tutto il mese, e infine lo osserveremo superarlo il 21 dicembre".

Quella che apparirà in cielo, e che chiunque potrà osservare guardando verso sud-ovest dopo il tramonto, non apparirà come una cometa, ma avrà piuttosto l'aspetto di un punto luminoso così grande da sembrare una stella. 

Gli astronomi potranno osservare ancora meglio l'avvicendarsi dei giganti gassosi attraverso un binocolo, secondo il professor Matthew Bate, capo del dipartimento di Astrofisica all'Università di Exeter nel Regno Unito.

"Se si dispone di un binocolo con un ingrandimento di circa otto volte, allora si dovrebbe essere in grado di vedere alcune delle lune galileiane", ha detto.

Il momento migliore per vedere l'evento sarà tra i 30 minuti e le due ore dopo il tramonto, secondo il sito web dell'Università di Exeter.

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