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Accordo post-Brexit al rush finale, trattative tese tra Ue e UK

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Accordo post-Brexit al rush finale, trattative tese tra Ue e UK
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La ricerca di una soluzione all'impasse è una corsa affannosa, ancora qualche giorno di tempo poi sarà no-deal. I capi negoziatori di Regno Unito e Unione europea si incontrano nuovamente questa domenica per discutere di un accordo che entri in vigore dal primo gennaio, fine del periodo di transizione post-Brexit. "Stiamo lavorando duro per cercare un'intesa - ha detto David Frost, capo negoziatore UK - vedremo l'esito dei colloqui di oggi e speriamo di incontrare i nostri colleghi europei più tardi in serata".

Molto rischioso per il Regno Unito farsi sfuggire un accordo commerciale

Troppo importante il mercato europeo, troppo rischioso per il Regno Unito farsi sfuggire un accordo: se l'industria potrebbe anche sopportare i dazi che tornerebbero immediati, il mondo di agricoltori e allevatori no, collasserebbe. Restano da risolvere i nodi della concorrenza leale, tra questi il rispetto degli standard europei di produzione, e la questione della pesca nella Manica, a proposito il ministro britannico all'ambiente ha definito "ridicole" le richieste di Bruxelles (l'UE ha chiesto un ampio accesso alle zone di pesca del Regno Unito che storicamente sono state aperte ai pescherecci stranieri).

Bruxelles teme la concorrenza sleale della produzione britannica

Rispetto alla questione della concorrenza l'Ue sarebbe pronta a offrire a Londra un accordo commerciale ampio, senza dazi, ma non accetterebbe, per contro, una deregulation nel Regno Unito per produrre a costi inferiori (come, ad esempio, senza rispettare standard ambientali).

Una fonte dell'UE, che ha parlato a condizione di anonimato perché i colloqui erano ancora in corso, ha affermato che le regole di concorrenza leale che il Regno Unito dovrebbe rispettare prima di poter esportare senza dazi nel blocco di 27 Nazioni, sono ancora un grosso problema.

Appena ieri la presidente della commissione Ursula von del Leyen aveva detto "si torna a trattare lunedì", poi c'è stata una lunga telefonata con il primo ministro britannico Boris Johnson e dopo il contrordine: sono state date istruzioni ai due negoziatori per riprendere in anticipo i colloqui.