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La Moldavia di Sandu guarda a Bruxelles ma Putin non cede

Di Alice Tidey  & Gioia Salvatori
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Maia Sandu, presidente della Moldavia
Maia Sandu, presidente della Moldavia   -   Diritti d'autore  Roveliu Buga/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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La Moldavia ha una nuova presidente: è filo-occidentale, europeista ha 48 anni e incarna la voglia di cambiamento e democrazia espressa dagli elettori. Si ritrova però come un'anatra zoppa con un parlamento di segno opposto e infatti auspica, in un'intervista ad euronews, elezioni legislative anticipate.

Maia Sandu (57,75% dei voti al ballottaggio, contro il 42,25% dell'avversario Igor Dodon) davanti a sé ha una strada in salita: "Se sei presidente, hai un potere d'azione molto limitato", ha detto a euronews Nicu Popescu, ex ministro degli affari esteri della Moldova, ora direttore del programma 'Wider Europe' all'European Council on Foreign Relations (ECFR). In Moldavia in fatti vige il semipresidenzialismo. Il presidente può avviare la legislazione, ma è principalmente incaricato di confermare le nomine di alti funzionari e negoziare i trattati internazionali. Il potere legislativo è concentrato in parlamento e questo è di un altro colore politico rispetto alla presidenza: il Partito dei socialisti della Repubblica di Moldova (PSRM), da cui proviene il filo-russo Dodon, è infatti il gruppo più numeroso con 37 parlamentari. In coalizione con il Partito Democratico della Moldova (PDM) di centro-sinistra e con alcuni parlamentari indipendenti ha i 52 voti necessari per controllare un parlamento da 101 seggi. Il partito liberale di centro-destra di azione e solidarietà (PAS) di Sandu conta appena 15 parlamentari. Una coalizione con il Movimento Socio-Politico Repubblicano dà alla formazione un totale di 24 seggi. Una situazione oggettivamente complicata che renderà molto complesso uno spostamento a ovest del Paese.

C'è però, per Popescu, qualche buon segnale: Sandu ha vinto nonostante il partito al governo abbia condotto una "campagna sporca e divisiva" contro di lei dicendo che la sua elezione avrebbe portato instabilità e colpendola con fake news che però l'elettorato "è stato in grado di smascherare".

"Il caso della Moldavia, il caso della Bielorussia mostrano che c'è una forte domanda di democrazia - aggiunge Popescu - non di venditori di notizie false, e c'è una forte domanda di anticorruzione e questo è un fatto positivo non solo per la Moldavia ma anche per tutta l'Europa".

La pandemia peggiora la situazione economica e la corruzione galoppa

La pandemia e il contesto internazionale, peggiorano indicatori economici già degradati e nel limbo della povertà avanza la corruzione che già è un male endemico del Paese:

"L'economia non sta andando bene negli ultimi dieci anni. Ci sono livelli molto alti di corruzione, cattiva gestione e, naturalmente, il COVID-19 ha aggravato tutto", segnala Popescu.

Il Fondo monetario internazionale (FMI) prevede che l'economia della Moldavia si ridurrà del 4,5 per cento quest'anno a causa della crisi sanitaria globale che ha abbassato la domanda esterna e interna e portato a un "significativo rallentamento delle rimesse".

Circa un milione di moldavi sono fuggiti dal loro Paese natale per lavorare all'estero. Il denaro che inviano a casa è una leva chiave dell'economia, si stima rappresenti il ​​16% del prodotto interno lordo (PIL).

Ma un sondaggio dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) all'inizio di quest'anno ha evidenziato che quasi la metà dei moldavi all'estero ha perso il lavoro a causa della pandemia e ha smesso di inviare denaro a casa. Ha anche stimato che 150.000 migranti, il 10% della popolazione in età da lavoro del Paese, tornerebbe a casa, il che farà aumentare il tasso di disoccupazione.

Per Cristina Gherasimov, ricercatrice presso il think-tank 'German Council on Foreign Relations', la nuova presidente deve "dare priorità urgentemente alla crisi del COVID-19 che ha colpito il Paese nel profondo". Le sue priorità includeranno l'identificazione del sostegno internazionale per affrontare le conseguenze socio-economiche della pandemia, l'identificazione delle risorse finanziarie per sostenere gli agricoltori e le PMI (piccole e medie imprese) e affrontare la corruzione come minaccia alla sicurezza nazionale. Ma ancora una volta, "senza una maggioranza parlamentare, tuttavia, l'attuazione di qualsiasi tabella di marcia che Sandu proporrà diventa un compito molto difficile", ha sottolineato.

La Moldavia si avvicinerà all'Ue: il presidente ha un margine di manovra in politica estera

Ciò che può fare in questo momento la presidente, senza una maggioranza parlamentare, è ricostruire la politica estera della Moldova. "Negli ultimi quattro anni, la Moldova è stata gradualmente isolata sulla scena internazionale sotto un presidente filo-russo. La vittoria di Sandu significa dare la priorità ai legami della Moldavia con l'Ue e con i suoi vicini diretti, Romania e Ucraina", spiega Cristina Gherasimov. Difficile che il Paese tagli del tutto lo storico filo che la lega a Mosca ma cercherà probabilmente di stabilire una relazione più pragmatica e meno politica.

La presidenza moldava cambia colore, la commissione Ue è pronta a sostenerla

L'UE ha accolto con favore la vittoria di Sandu con il presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e il capo del consiglio europeo Charles Michel, che affermano che il blocco "è pronto" a sostenere la Moldavia. La Moldavia e l'Ue hanno firmato un trattato nel 2014 che ammorbidisce le barriere commerciali. Una parte dell'accordo di associazione impegna il Paese ad attuare riforme economiche, giudiziarie e finanziarie che lo vedrebbero allinearsi agli standard europei, ma poche riforme sono state attuate durante gli anni del Dodon.

"Il ruolo di Maia Sandu in futuro è quello di attuare l'accordo di associazione con l'Ue e combattere la corruzione", dice Popescu. "Il blocco - ha aggiunto - dovrebbe continuare a sostenere i media indipendenti e la società civile e sviluppare progetti infrastrutturali congiunti per consolidare ulteriormente il partenariato".

"La tua vittoria è un chiaro appello per contrastare la corruzione e ripristinare il rispetto dello Stato di diritto, la strada per un futuro prospero. L'Ue è pronta a sostenere la Moldavia", scrive Von der Leyen su Twitter. Anche il presidente dell'europarlamento David Sassoli si è congratulato "Il popolo moldavo ha inviato un segnale potente per una relazione più stretta con l'Ue", ha scritto.

Il Paese, assegnato alla Russia nel 1939 col patto Ribbentrop-Molotov e dunque con legami storici a Mosca, è però tra due fuochi: anche il presidente russo Vladimir Putin oggiha inviato un telegramma a Maia Sandu. "Mi aspetto che la sua attività come capo di Stato promuova lo sviluppo costruttivo delle relazioni tra i nostri Paesi. Senza dubbio ciò risponderebbe agli interessi fondamentali dei popoli della Russia e della Moldavia", ha scritto.