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Moldavia, Sandu a Euronews: "Il popolo vuole ora elezioni parlamentari anticipate"

Di Euronews
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Moldavia, Sandu a Euronews: "Il popolo vuole ora elezioni parlamentari anticipate"
Diritti d'autore  AP Photo/Roveliu Buga
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Maia Sandu nuova presidente della Moldavia. Con il 57% dei voti, l'ex premier europeista si impone sul candidato pro-russo Igor Dodon. Una fama da incorruttibile e un passato alla Banca mondiale, è la prima donna a guidare il Paese. Al primo turno aveva ottenuto il 36% contro il 33% dell'avversario e presidente uscente.

Nella sua prima intervista, rilasciata a Euronews lunedì pomeriggio, ha anticipato la possibilità di elezioni parlamentari anticipate.

Poco più che onorifico, il ruolo della Presidenza necessita in Moldavia del sostegno di un Parlamento, ancora controllato dal partito socialista di Dodon.

Una maggioranza però fragile, che l'esito del voto potrebbe ulteriormente indebolire, anticipando la fine di un mandato parlamentare, sulla carta in scadenza nel 2023.

"Le elezioni [parlamentari anticipate] le vuole il popolo moldavo perché il parlamento attuale ha dimostrato di non funzionare, per la gente: alcuni dei deputati in parlamento sono ancora coinvolti in casi di corruzione o contrabbando, e il nostro popolo vuole cambiamento, eleggendo un parlamento che lo possa rappresentare".

Dodon si è congratulato con Sandu in conferenza stampa, ma ha ventilato una quantità "senza precedenti" di violazioni nel processo elettorale, accusando i leader occidentali di aver interferito direttamente nello scrutinio.

Anche lui deplorando virulenza e toni della campagna elettorale, ha però accettato la sconfitta e invitato all'unità, nell'interesse del Paese. "Ci sono stati molto odio e grande aggressività verbale - le sue prime parole -. Ora dobbiamo però riconoscere l'esito di queste elezioni. Nell'interesse di tutti e della Moldavia, adesso abbiamo bisogno di pace e stabilità, non di disordine".

I leader europei e il russo Vladimir Putin si sono congratulati con Sandu per la sua vittoria.

"Punire chi vi ha derubato"

Sandu, che aveva perso le elezioni presidenziali nel 2016 contro Dodon per soli 70mila voti, è stata sostenuta da un'enorme affluenza alle urne soprattutto da parte della diaspora moldava, forte di 1,2 milioni di persone. Il primo turno si era tenuto il 1 novembre scorso.

"Oggi abbiamo assistito a una straordinaria mobilitazione dei moldavi - i primi commenti a caldo di Maia Sandu -. Nonostante la crisi, nonostante la scarsa fiducia nelle istituzioni e nonostante le bassezze di questa campagna elettorale, i cittadini sono andati a votare in massa. Sia qui in patria, che all'estero".

La Moldavia, una ex repubblica sovietica di 3,5 milioni di persone, incastonata tra Romania e Ucraina, è la nazione più povera d'Europa, e negli ultimi anni centinaia di migliaia di suoi cittadini si sono trasferiti all'estero in cerca di opportunità.

Nel 2015, il Paese è stato travolto da un grande scandalo di corruzione: un miliardo di dollari è praticamente scomparso dalle casseforti di tre banche nazionali.

Nel giorno del voto, Sandu ha esortato i propri concittadini a "punire chi vi ha derubato, chi vi ha ridotto in miseria e costretto a lasciare le vostre case".

Sandu, 48 anni, ha già ricoperto il ruolo di primo ministro della Moldavia e leader del partito Azione e Solidarietà; è nota nelle capitali europee per le sue posizioni filo-UE e il suo sostegno a Bruxelles. Dodon, invece, è stata appoggiato da Vladimir Putin e dal 2016 ha progressivamente avvicinato il Paese alla sfera di influenza russa.

Prima dello scrutinio presidenziale, in molti si sono detti preoccupati per possibili brogli elettorali, soprattutto nella regione separatista della Transnistria, dove nelle precedenti elezioni migliaia di residenti sono stati trasportati attraverso il confine con la Moldavia per votare per candidati filo-russi.

Domenica, i veterani della guerra tra la Moldavia e la Transnistria del 1992 hanno pattugliato le strade che separano i due territori per assicurarsi che non ci fossero autobus non portassero elettori oltre confine. Il giorno delle elezioni, le autorità hanno introdotto un divieto di transito per i veicoli che trasportavano più di otto persone.

Russia contro Europa

Dodon era il favorito per vincere le elezioni, potendo contare su un appoggio dei media moldavi. La maggior parte dei canali televisivi e dei notiziari sono controllati da partiti pro-Mosca. Ci si aspettava che la minoranza moldava di lingua russa votasse pesantemente per Dodon.

Ma il 1° novembre, Sandu ha ottenuto il 36% delle preferenze contro il 33% di Dodon.

Al di fuori della Moldavia, le elezioni sono state interpretate come un referendum sulla direzione geopolitica da far prendere al Paese: da una parte Dodon, che guardava alla Russia; dall'altra Sandu, che guardava a Bruxelles.

Nei giorni scorsi, Vladimir Putin ha appoggiato Dodon, che dal 2016 ha visitato la Russia decine di volte.

Ma in Moldavia - così come tra i moldavi emigrati - ci si è scontrati di più su tekmi di natura economica, lasciando da parte la geopolitica. Come il resto d'Europa, il Paese è stato colpito dal coronavirus e le restrizioni imposte per impedirne la diffusione hanno inferto un duro colpo all'economia.

Si tratta della seconda volta nella storia moderna della Moldavia che il presidente viene eletto con voto popolare. Prima del 2016 era il Parlamento a scegliere il candidato.

L'affluenza alle urne è diminuita rispetto al 2016, indica la commissione elettorale centrale del Paese: poco meno del 53% rispetto al 53,3% di quattro anni prima.

Roveliu Buga/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
Lo sconfitto presidente uscente, Igor DodonRoveliu Buga/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

L'UE è pronta a sostenere la Moldova

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, si è congratulata con Sandu. "La sua vittoria è un chiaro invito a combattere la corruzione e a ripristinare il rispetto dello Stato di diritto - la via verso un futuro prospero", ha scritto su Twitter.

Ha aggiunto che "l'UE è pronta a sostenere la Moldavia".