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Pattuglie di polizia italo-francesi sui comuni confini e attenzione agli sbarchi dalla Tunisia

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I ministri degli interni italiano e francese
I ministri degli interni italiano e francese   -   Diritti d'autore  AFP
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Navi e aerei italiani in acque internazionali davanti alla Tunisia per segnalare alle autorità del paese nordafricano le partenze dei barconi dei migranti: è il piano messo a punto dall'Italia per contrastare gli sbarchi, piano condiviso dalla ministra italiana dell'Interno Luciana Lamorgese con il collega francese Gerald Darmanin, suo ospite a Roma.

La collaborazione fra il Viminale e Parigi è consolidata e si allarga quindi al Mediterraneo con una specifica vocazione all'antiterrorismo. Tuttavia il problema viene affrontato per quello che è.

I controlli delle frontiere interne servono a poco per la lotta al terrorismo

"Degli ultimi 30 terroristi che hanno attaccato la Francia, 22 erano francesi e solo 8 stranieri. Non sono uno di quelli che pensano che controlli alle frontiere europee più rigorosi possano proteggerci dagli estremisti islamici": ha chiarito il ministro degli interni francese Gerald Darmanin in conferenza stampa congiunta a Roma.

Le brigate italo-francesi

Si sperimenterà intanto l'operatività di brigate miste formate da appartenenti alle polizie italiana e francese per controllare i confini tra i due paesi cosa che servirà a tenere aperte le frontiere comuni in piena sicurezza. "Non si chiudono le frontiere - ha aggiunto Darmanin - ma ci saranno queste brigate miste per rafforzare i controlli. La libera circolazione è garantita, la lotta è contro il terrorismo e l'immigrazione clandestina.