ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Nagorno - Karabakh, i civili tra le bombe e il rischio Covid

euronews_icons_loading
Nagorno - Karabakh, i civili tra le bombe e il rischio Covid
Diritti d'autore  AP/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Dimensioni di testo Aa Aa

E' un rimpallo di accuse.

L'Azerbaigian accusa l'Armenia di aver compiuto un attacco missilistico su una cittadina della regione di Barda e di aver ucciso 4 civili tra i quali un bambino. Il governo di erevan respinge le accuse.

Non si arrestano i combattimenti tra le forze armene e quelle azere nella regione separatista del Nagorno Karabakh, nonostante l'ennesimo cessate il fuoco mediato, questa volta, dagli Stati Uniti, entrato in vigore solo due giorni fa e totalmente disatteso. I civili continuano ad essere le vittime sacrificali di entrambe le parti, che si accusano reciprocamente di attacchi mortali.

Dal 27 settembre, quando si sono riaccesi i combattimenti nel Caucaso tra azeri e armeni i morti sono svariate centinaia da entrambe le parti

Nei rifugi antibombardamento le condizioni igienico sanitarie sono precarie: non c'è possibilità di distanziamento sociale, il ricambio d'aria è praticamente inesistente e non ci sono mascherine.

Ecco perchè chi riesce a salvarsi dalle bombe, potrebbe invece non farla franca col Covid. I rifugi sotterranei arrivano ad ospitare fino a 20 persone, con materassi buttati a terra e un solo lieve strato di cartone come riparo dall'umidità. Le autorità sanitarie hanno stabilito che i tamponi per il coronavirus possano essere effettuati a domicilio nei casi in cui raggiungere gli ospedali risulti troppo complicato per chi ne ha bisogno, specie gli anziani.