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Festival della bellezza, Lella Costa: "a mancare è il senso della realtà"

Foto: LA VEDOVA SOCRATE con Lella Costa di Franca Valeri
Foto: LA VEDOVA SOCRATE con Lella Costa di Franca Valeri   -   Diritti d'autore  Cortesia: LORENZO PIANO - PXL-PHOTO.COM
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Ma, in definitiva, è possibile organizzare un festival culturale dedicato ad "eros e bellezza", escludendo, in maniera pressoché totale, la partecipazione femminile?

La domanda, a giudicare dalle polemiche che da tre giorni infiammano il web (e non soltanto in Italia), non è poi così retorica come potrebbe apparire di primo acchitto.

Un festival sull'eros e la bellezza (!) con interventi di: uomini su uomini per uomini di uomini fra uomini e che...

Publiée par Daniela Montella sur Lundi 7 septembre 2020

I fatti sono ormai ben noti: ai primi di settembre, l'organizzazione della prestigiosa Kermesse - ideata da Alcide Marchioro - rende noti i relatori invitati per l'edizione 2020, in programma all'Arena di Verona.

È il proverbiale "cazzotto in un occhio": perché dal cartellone - a eccezione di Jasmine Trinca, che inaugura con un incontro sul "fascino della recitazione" - manca del tutto la presenza femminile. All'infuori di Lei, un elenco sconfinato "di uomini su uomini, che parlano tra uomini, per uomini, da uomini" per dirla con uno dei primi e più pacati commenti apparsi su facebook.

Tutti pesi massimi, per carità: tra i tanti, Massimo Recalcati, Vittorio Sgarbi, Umberto Galimberti e Massimo Cacciari. Ma questo, se possibile, rende ancora più sostanziale quell'accusa di "paternalismo" - per citare, di nuovo, uno dei termini più eufemistici tra quelli tirati in ballo - che da tre giorni rimbalza sul web.

Come non bastasse, poi, viene fuori che l'immagine in locandina - che, neanche a farlo apposta, ritrae una giovane donna ammantata di sole api - è stata utilizzata senza il consenso dell'autrice, Maggie Taylor, artista statunitense molto celebre nel campo della grafica digitale, che - messa al corrente della querelle - annuncia battaglia.

A fan of my work just alerted me that a festival in Verona, Italy, is illegally using several of my images for their...

Publiée par Maggie Taylor sur Mardi 8 septembre 2020

Nel frattempo, gli organizzatori - a loro volta pesi massimi nell'organizzazione di eventi culturali - sembrano arrancare: rimuovono l'opera di Taylor, parlando però di una "spiacevole incomprensione" con l'illustratrice. In un comunicato sottolineano poi come moltissime apprezzate artiste ed esponenti culturali di primo piano abbiano calcato, in passato, il palcoscenico della kermesse: "da Catherine Deneuve a Lella Costa, da Patti Smith a Laura Morante, da Fanny Ardant a Melania Mazzucco, le donne - scrivono - sono sempre state protagoniste, invitate per il loro pensiero e il loro talento, elementi distintivi nel mondo della cultura e dell'arte in cui è indifferente l'appartenenza a un genere''.

Siamo dispiaciuti di dover modificare l'immagine del Festival a causa di un'incomprensione sull'utilizzo di quella che...

Publiée par Festival della Bellezza sur Mardi 8 septembre 2020

Del resto, sottolinea ancora l'organizzazione, il cartellone attuale "non riflette quello originario, che avrebbe previsto eventi ideati per il Festival da artiste come Charlotte Rampling, Ute Lemper, Jane Birkin e Patti Smith". Le quali, fanno sapere da Verona, "sono state impossibilitate a partecipare per le problematiche relative al Covid".

Una mossa più decisa arriva intanto da Vittorio Sgarbi: che, con uno spiazzante quanto apprezzato fairplay, sceglie di cedere il posto da relatore alla sorella Elisabetta, a sua volta protagonista di primissimo piano della cultura italiana nonché fondatrice della casa editrice La nave di Teseo.

Festival della Bellezza/ Nessuna donna? Rinuncio allo spettacolo con Morgan; al mio posto mia sorella Elisabetta.

Publiée par Vittorio Sgarbi sur Mercredi 9 septembre 2020

D'altro avviso sembrerebbe Massimo Cacciari: "certamente c'è stata una dimenticanza" ha dichiarato nella serata di mercoledì a Euronews. "E allora? Vogliamo davvero farne un caso internazionale? Cosa sarà mai, l'esplosione in Libano?"

"Credo - continua Cacciari - che in certe questioni si tenda ormai a perdere il senso della misura e a scivolare troppo in fretta nel delirio collettivo".

"In questo caso - continua - perlomeno non siamo di fronte alla demenza delle statue di Cristoforo Colombo che si vorrebbero abbattute in quanto 'simboli di razzismo'. La questione - continua - quantomeno stavolta esiste, è condivisibile, reale: ma io mi rifiuto di prender parte alla pubblica crocifissione di organizzatori culturali ampiamente riconosciuti per il loro enorme spessore, per quella che, in definitiva, resta una semplice dimenticanza".

E a rilanciare è proprio Lella Costa, attrice e scrittrice amatissima dal pubblico italiano e internazionale, tra le molte artiste effettivamente invitate a prender parte alle precedenti edizioni. La quale - pur riconoscendo "l'assoluto valore degli ideatori e organizzatori, ammesso che siano ancora gli stessi" - non pare proprio entusiasta d'essere tirata in ballo "come una foglia di fico".

Lella Costa, in una recente apparizione televisiva

"Personalmente - spiega - sono anch'io convintissima della buona fede di chi, con tutte le difficoltà del caso, ha messo insieme quel cartellone. Ma questo, se vogliamo, è perfino peggio. Ed è davvero incredibile che nel 2020 ci si trovi ancora a doverne discutere".

"La colpa - continua - in una vicenda del genere non è infatti meno grave del dolo. Perché ciò che da quel cartellone trasuda, più che un doloso maschilismo, è una totale mancanza di senso della realtà, oltre che del ridicolo".

In effetti, secondo Costa, anche volendo limitarsi alla brutale realtà dei dati grezzi, "allora va detto che un buon 70 per cento del pubblico culturale, in Italia, attualmente è composto da donne"

"Siamo prevalentemente noi oggi a leggere - continua l'attrice - ad andare a teatro, all'opera, o ad affollare i convegni. E non certo perché non abbiamo nulla da fare, ma perché forse, da questo punto di vista, abbiamo più chiaro l'ordine delle nostre priorità".

La polemica, dunque, non è frutto di una "deriva identitaria"?

"Macché" sottolinea Costa "cerchiamo di non perdere davvero la misura delle cose: si tratta di semplice senso della realtà. Ma riflettiamo un attimo, per carità: chi, più di noi donne, è costretto, anche suo malgrado, a fare i conti ogni giorno col concetto di 'eros e bellezza'?"

"E allora - rincara - 'dimenticarsi' della presenza femminile, in un evento del genere, non denota malafede, ma qualcosa che, se vogliamo, è perfino peggio per un organizzatore culturale: il fatto di vivere, in un certo senso, fuori dalla realtà".

"Per usare le parole di Mogol - conclude - uno dei tanti relatori invitati, forse è davvero il caso di chiedersi, 'che anno è, che giorno è'".