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Il Giappone accoglie gli atleti stranieri in vista delle Olimpiadi del 2021

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Il Giappone accoglie gli atleti stranieri in vista delle Olimpiadi del 2021
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Le chiamano le "Host Towns", le città ospitanti.
Per prepararsi ai Giochi olimpici e paralimpici della prossima estate, queste comunità in Giappone hanno accolto per mesi gli atleti stranieri e incrementato gli scambi culturali con il resto del mondo.
Come sapete, a causa della pandemia, i Giochi di Tokyo sono stati rinviati al 2021. Tuttavia, gli organizzatori sono ansiosi di portare avanti i programmi di scambio che dovevano essere avviati in vista delle competizioni, compresa l'iniziativa "Host Towns", al centro della puntata di Spotlight su Euronews.

Le città ospitanti, in vista dei Giochi olimpici

Toshiro Muto, CEO, membro del comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici di Tokyo, guarda avanti: "Anche se abbiamo molte sfide davanti a noi - dice - continuiamo a lavorare sodo per poter accogliere gli atleti, che si stanno allenando per il prossimo anno. Ci auguriamo che i Giochi siano il simbolo della ripresa, conquistata grazie al coraggio e alla solidarietà delle persone di tutto il mondo".

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Maebashi, "Host Town"Euronews

Maebashi è una delle centinaia tra le amministrazioni locali in Giappone che manifestano una tale solidarietà internazionale. Mentre alcune città ospitanti organizzano scambi culturali o economici, questo centro ha ospitato gli sportivi del Sud Sudan. Si tratta di atleti che non possono allenarsi a casa a causa dei conflitti e della mancanza di strutture. Frequentano anche una scuola di lingue durante il loro soggiorno.
Kazuhiko Kuwabara, manager della divisione Sport del comune di Maebashi, racconta l'impegno della città nei confronti dei suoi ospiti: "Il Sud Sudan si trova in una situazione difficile. Abbiamo pensato che, in ambito sportivo, la città potesse dare un contributo, e così abbiamo ospitato gli atleti. Non vediamo l'ora che arrivino le Olimpiadi. Certo, faremo il tifo per gli atleti giapponesi, ma credo che il piacere sarà doppio perché potremo incoraggiare anche gli atleti del Sud Sudan".

Maebashi e il legame con gli atleti del Sud Sudan

Gli sportivi del Sud Sudan si allenano a Maebashi dallo scorso novembre e sono stati invitati a rimanere, nonostante il rinvio delle Olimpiadi. Tutti i loro costi sono finanziati da donazioni di cittadini giapponesi.
Molti residenti della città ospitante offrono il loro aiuto. Hiroshi Yoshino fa l'allenatore e ha deciso di dare una mano: "Il mio lavoro di insegnante era appena terminato - spiega Yoghino -così ho accettato di aiutare questi ragazzi".
La gente del posto fa del suo meglio per aiutare gli sportivi a sentirsi a casa.
Shohei Sato, direttore del comitato di sostegno del Sud Sudan, racconta di un coinvolgimento anche emotivo: "Abbiamo creato queste magliette affinché gli atleti sud sudanesi che vivono a Maebashi non si sentano soli o tristi e possano sentire l'incoraggiamento di tutta la comunità".

"Arigato Host Town" aperta agli sportivi dei Paesi Bassi

Prossima città ospitante: Yamada-Machi. Questa piccola località di mare ha con i Paesi Bassi una lunga relazione, che risale al XVII secolo, quando una nave olandese si è schiantata sulla sua riva. Quest'isola è oggi conosciuta come "Oranda Jima" o "Holland Island".

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Yamada Machi, "Host Town"Euronews

Yamada Machi è stata devastata dal terremoto e dallo tsunami del 2011. Per ringraziare il mondo per gli aiuti ricevuti, in particolare dai Paesi Bassi, è una "Arigato Host Town for Supporting Reconstruction". Recentemente ha accolto gli atleti di karate olandesi.
Dice Shinitsu Sato, sindaco della città di Yamada: "Volevamo esprimere la nostra gratitudine per il sostegno che abbiamo ricevuto da tutto il mondo. Lo facciamo attraverso le Host Towns. Molte persone ci hanno aiutato a costruire la Casa di "Oranda Jima". L'idea era quella di realizzare un doposcuola per i ragazzi che vi studiano".

I Giochi? Un'opportunità di condivisione

Come si è visto durante la recente Coppa del Mondo di Rugby, i residenti di Yamada stanno approfittando dei Giochi per mostrare ai visitatori la cultura e l'ospitalità giapponese.
Tra le tradizioni condivise con gli ospiti c'è quella nota come "omotenashi": la cerimonia del tè è l'incarnazione dell'antica tradizione giapponese di accoglienza, dove il padrone di casa è attento alle esigenze dell'ospite.
Sohen Yamada, Gran Maestro della scuola del tè di Sohen spiega: "Ci purifichiamo: da persone con pensieri incoerenti per diventare altre che riescono a sentire ciò che gli ospiti pensano o a percepire le difficoltà che hanno".

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In vista dei Giochi olimpici e paralimpici di TokyoEuronews

"Arigato", come dicono i giapponesi. Al centro della prossima puntata di "Spotlight", la regione di Fukushima, che ospiterà i Giochi Olimpici.