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Vienna: via ai negoziati russo-statunitensi del New START, che limita gli arsenali nucleari

Vienna: via ai negoziati russo-statunitensi del New START, che limita gli arsenali nucleari
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Vienna fa da palcoscenico ai negoziati, avviati questo lunedì, tra Stati Uniti e Russia, per il rinnovo del trattato bilaterale New START (New STrategic Arms Reduction Treaty), che limita gli arsenali atomici delle due super potenze, in scadenza nel febbraio del prossimo anno.

Il "no" della Cina

Mosca ne aveva chiesto il rinnovo automatico, ma Washington si è rifiutata, allargando a sorpresa a Pechino, che però ha rimandato l'invito al mittente. Secondo la portavoce del Ministro degli Esteri cinese, Huan Chunying, dietro il rifiuto c'è l'evidente squilibrio tra le potenze nucleari dei tre Paesi.

Un "no" mal digerito dagli Usa, come dimostra il tweet (qui sopra) del rappresentante di Trump per il disarmo, che parla dell'assenza cinese "che si nasconde dietro la #GrandeMuragliadelSegreto", come la definisce Marshall Billingslea, che negozia in terra austriaca con il vice Ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov.

Una lunga storia di trattati

New START è l'unico patto sulla riduzione delle armi nucleari ancora in vigore, dopo che Russia e Stati Uniti si sono ritirate lo scorso anno dal Trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces), siglato l'8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv. L'accordo limitava l'uso di missili balistici e cruise a medio e corto raggio, con una gittata dai 500 ai 5.500 km, attraverso un regime di verifiche incrociate e ispezioni in loco.

Quattro anni dopo, lo stesso Gorbačëv e l'allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, firmarono il cosiddetto START, che venne poi ribattezzato START I (scaduto nel dicembre 2009), START II e SORT, prima di diventare "New" nel 2010, quando a stipularlo furono i Capi di Stato Barack Obama e Dmitrij Medvedev.

In cosa consiste il New START

Il New START limita a 1.550 il numero delle testate nucleari, che ciascuno dei due Paesi può avere. Limitato anche il numero di missili balistici intercontinentali (Icbm), di sottomarini nucleari lanciamissili (Slbm) e di bombardieri pesanti contemporaneamente operativi. I due Stati si sono accusati a vicenda di violare gli obblighi del trattato.

Stati Uniti e Russia posseggono circa il 91% delle testate nucleari del mondo, secondo la Federazione degli scienziati americani. 3.800 quelle presenti nell'arsenale americano, 4.310 le russe. La Cina, per la cronaca, tra le 290 e le 320 testate.

Qualora non si trovasse un accordo per il rinnovo - che secondo gli esperti difficilmente arriverà comunque entro fine anno, viste anche le elezioni di novembre in terra statunitense -, per la prima volta in cinquant'anni, le due potenze non avrebbero più alcun tipo di limite ai propri arsenali nucleari.