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Austria: ecco le ''classi ghetto'' per i figli degli immigrati

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Austria: ecco le ''classi ghetto'' per i figli degli immigrati
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فرانس برس
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Abulrahman ha 8 anni ed è yemenita. È uno dei 6300 bambini che in tutta l'Austria sperimenta la scuola a due velocità. Il bambino si unisce ad altri 20 suoi coetanei per imparare a leggere, scrivere e parlare tedesco. Solo quando il suo livello sarà ritenuto sufficiente, Abulrahman potrà abbandonare le cosiddette ''classi ghetto'' per immigrati.

Secondo Katrin Baminger, insegnante, "il fattore negativo è che i bambini vengono portati fuori dalla classe, trasferiti in un'altra aula dove seguono i corsi speciali e poi tornano in classe dove si sentono persi. Sono divisi in due gruppi e non è l'ideale soprattutto all'inizio della scuola, quando è già difficile per un bambino socializzare".

Classi speciali: una misura che divide gli addetti ai lavori ma che convince gli austriaci

"È una misura regressiva", dicono i critici, "è un modo per evitare l'esclusione permanente di alunni che non possono seguire a causa della mancanza di competenze linguistiche", sostiene il ministro dell'Istruzione Heinz Fassmann, che aveva anche il portafoglio nella precedente coalizione di Kurz con l'estrema destra.
Sonja Hammerschmid, ex ministro dell'istruzione socialdemocratico, ha detto che gli "effetti dannosi" della stigmatizzazione e della disuguaglianza delle classi sono "ignorati per motivi ideologici".
Anche il sindacato degli insegnanti austriaci si è espresso contro le classi speciali, dicendo che non sono "vitali" e che la decisione di introdurle è stata presa senza alcuna consultazione.
E il linguista Hans-Juergen Krumm, esperto nell'insegnamento del tedesco all'Università di Vienna, sottolinea che le classi sono "una misura di segregazione, non di integrazione".

Un sondaggio rivela che oltre l'80% degli intervistati in Austria è favorevole alla scuola a due velocità.

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