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Polonia: la legge anti-giudici arriva in parlamento, tensione in aula

Polonia: la legge anti-giudici arriva in parlamento, tensione in aula
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AP Photo/Czarek Sokolowski - Czarek Sokolowski
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In Polonia la battaglia sulla giustizia si sposta in Parlamento. Dopo le proteste degli ultimi giorni in oltre 150 città del Paese, in aula è cominciato il dibattito sulla legge proposta dal partito di governo Diritto e Giustizia, vista da molti come un tentativo di mettere il bavaglio ai giudici.

La normativa prevede infatti sanzioni che vanno da una multa alla rimozione per i magistrati che esprimono delle critiche sulle modifiche apportate dalla maggioranza al sistema giudiziario, anche quando le opinioni sono conformi al diritto dell'Unione europea e alla Costituzione polacca.

Il governo difende la legge sostenendo che si tratta di una misura necessaria per mettere un freno alla crescente anarchia del sistema giudiziario.

Dopo l'acceso dibattito di ieri, l'aula ha deciso di far tornare la legge in commissione per ulteriori lavori. Il vicepremier Jaroslaw Gowin ha detto che saranno rimosse alcune delle parti più controverse della normativa.

Qualche giorno fa la Corte Suprema polacca ha lanciato l'allarme, avvertendo che i contrasti con Bruxelles sulla riforma - accusata di mettere in pericolo lo Stato di diritto - potrebbero causare in futuro l'uscita della Polonia dall'Unione europea.

Secondo la Corte Suprema la normativa sotto esame punta a permettere al presidente Andrzej Duda di nominare un nuovo capo della Corte prima delle elezioni presidenziali di maggio.

I membri di Diritto e Giustizia, partito populista che governa la Polonia dal 2015, sostengono che molti dei giudici del paese sono diventati troppo schierati politicamente e sono dalla parte dell'opposizione liberale che cerca di bloccare gli sforzi del partito per adempiere al suo mandato democratico.

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