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L'europarlamento respinge i candidati commissari Ue ungherese e romeno

L'europarlamento respinge i candidati commissari Ue ungherese e romeno
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La plenaria del parlamento europeo di Strasburgo - REUTERS/Vincent Kessler
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Il parlamento europeo respinge due dei candidati alla Commissione europea, la romena, Rovana Plumb, e l'ungherese Laszlo Trocsanyi. Il motivo della bocciatura per entrambi è "conflitto d'interessi". Plumb era stata indicata per il dicastero comunitario dei trasporti, e Trocsanyi per quello dell'allargamento:

"Non sono in grado di esercitare le proprie funzioni conformemente ai trattati e al codice di condotta". Lo scrive su Twitter Jaume Dauch, portavoce del Pe precisando che la decisione è stata presa dalla commissione affari giuridici del Parlamento Ue dopo un voto stamani. Adesso il presidente del Parlamento europeo David "Sassoli chiederà alla presidente Ursula von der Leyen quali ulteriori passi intende prendere".

Trocsanyi ha parlato di "deliberata violazione dello stato di diritto e dei principi base della democrazia", di una "serie di menzogne", anticipando una non ben precisata azione legale. Il premier ungherese Orban ha detto venerdì scorso, nel corso di un'intervista, di aver pronte una seconda, terza e quarta soluzione.

Giovedì scorso la commissione per gli affari giuridici dell'europarlamentoaveva sospeso la procedura di esame dei candidati commissari di Romania e di Ungheria perchè non ha ritenuto non sufficienti le delucidazioni fornite dagli interessati in merito a presunti conflitti d'interesse. Resta aperta invece l'inchiesta dell'Olaf sulla candidata francese al portafoglio del mercato unico, difesa e spazio, Sylvie Goulard, sebbene abbia già proceduto a rimborsare al Pe 45000 euro relative a una vicenda riguardante la gestione di suoi assistenti quando era europarlamentare.

Nessun intervento disciplinare o giudiziario deve essere avviato invece nei confronti del candidato polacco al posto di commissario all'agricoltura, Janusz Wojciechowski, per la contestata gestione di alcuni rimborsi per spese di viaggio ricevuti quando era europarlamentare: questa la conclusione a cui è giunto l'Olaf, l'ufficio antifrodi europeo, che ha così chiuso l'inchiesta avviata nel 2016. L'Olaf si è limitato a raccomandare al Pe il recupero di 11.243 euro, cifra che per altro Wojciechowski ha già restituito. Il candidato polacco, attualmente membro della Corte dei Conti Ue e già eurodeputato, era stato indicato tra quelli che rischiano più di altri di essere contestati nel corso delle audizioni parlamentari.

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