Secondo l'ultimo sondaggio pubblicato mercoledì 4 febbraio, gli europei sono preoccupati soprattutto dalle guerre vicino ai confini dell'Ue e dalla disinformazione. E chiedono al Parlamento europeo di affrontare i temi dell'inflazione, dell'occupazione e della difesa
Le guerre attive in prossimità dei confini dell'Unione europea e la disinformazione rappresentano le maggiori preoccupazioni per i cittadini europei, secondo un sondaggio Eurobarometro pubblicato mercoledì dal Parlamento europeo.
La difesa non è più una preoccupazione soltanto dei Paesi nordici e dell'Est
In particolare, l'indagine, condotta nello scorso autunno, ha rivelato che il 72 per cento degli intervistati ha espresso inquietudine per i conflitti armati, mentre il 69 per cento per la diffusione di fake news. A non lasciare dormire sonni tranquilli ci sono poi il terrorismo (67 per cento), le catastrofi naturali aggravate dai cambiamenti climatici (66 per cento) e gli attacchi informatici da parte di Paesi non appartenenti all'Ue (stessa percentuale).
"Ciò che colpisce è vedere che la tendenza riguarda tutti gli Stati membri", ha dichiarato a Euronews la portavoce del Parlamento europeo Delphine Colard. "Forse in passato erano i Paesi nordici o quelli dell'Est a segnalare per primi le preoccupazioni per la sicurezza e la difesa, mentre ora il fenomeno è molto generalizzato".
I cittadini hanno inoltre espresso una notevole preoccupazione poi per la diffusione di contenuti che incitano all'odio, per quelli ingannevoli generati dall'intelligenza artificiale, per la protezione dei dati online e per le minacce alla libertà di espressione.
"Nell'ultimo anno abbiamo assistito ad attacchi al multilateralismo, ai valori, a un aumento dell'hate speech o della disinformazione online. Abbiamo assistito a una maggiore strumentalizzazione dell'intelligenza artificiale, al fine di cercare di polarizzare l'opinione pubblica o distorcere lo spazio informativo", ha affermato Colard. "Quindi queste minacce o questi rischi sono probabilmente molto sentiti dai cittadini".
Cosa chiedono i cittadini al Parlamento europeo
Nonostante queste preoccupazioni, gli europei chiedono che il Parlamento dia priorità alla lotta all'inflazione (41 per cento) e alla creazione di posti di lavoro (35 per cento). È solo terza la difesa (34 per cento).
Secondo Colard, l'agenda stabilita dalla Commissione europea, dal Parlamento e dal Consiglio riflette in ogni caso le preoccupazioni dei cittadini: "La questione della competitività è stata molto importante nell'agenda e comprende tutte le questioni dell'economia, dell'industria, ma anche ciò che i cittadini si aspettano di più dal Parlamento, ossia affrontare l'inflazione e l'alto costo della vita", ha spiegato.
La sicurezza e la difesa sono emerse come un altro punto di tensione, con proposte di maggiori strumenti europei, investimenti e sostegno all'Ucraina, ha aggiunto Colard. Che ha sottolineato anche come le questioni legate alla protezione dei cittadini online siano apparse all'ordine del giorno di quasi tutte le sessioni parlamentari dalle ultime elezioni europee.
L'89 per cento degli intervistati ha dichiarato che i Paesi europei dovrebbero essere più uniti per affrontare le sfide globali, mentre l'86 per cento vorrebbe che l'Ue avesse una voce più forte sulla scena internazionale.
I cittadini si aspettano che l'Europa "protegga" e "sia pronta ad agire insieme", ha affermato la Colard. Due terzi degli intervistati vorrebbero che dalle istituzioni comunitarie arrivasse maggiore protezione dalle crisi e dai rischi globali.
Complessivamente, il 62 per cento dei cittadini valuta positivamente l'appartenenza del proprio Paese ai 27 membri dell'Ue, anche se il giudizio appare in calo rispetto al mese di maggio 2025.