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Come funzionano le audizioni al Parlamento europeo per la conferma dei commissari

Come funzionano le audizioni al Parlamento europeo per la conferma dei commissari
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Foto: Reuters
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Sono iniziate con due bocciature, quelle dei candidati di Romania e Ungheria, le audizioni dei commissari candidati da parte del Parlamento europeo.

Prima che il Parlamento europeo si esprima con un voto sulla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen (il prossimo 23 ottobre in seduta plenaria), infatti, le commissioni parlamentari devono esaminare accuratamente ciascun candidato.

L'avvio delle audizioni è stato preceduto dalla riunione della commissione giuridica (Juri) per l'ennesima 'valutazione' sui commissari designati, la romena Rovana Plumb, indicata per il portafoglio dei Trasporti, e l'ungherese Laszlo Trocsanyi, in corsa per l'Allargamento, dopo che la commissione affari giuridici aveva 'sospeso' temporaneamente le loro audizioni. Il loro stop è stato motivato col conflitto di interessi.

I primi tre a presentarsi davanti alle commissioni parlamentari ora sono lo slovacco Maros Sefcovic, (Vicepresidente - Relazioni interistituzionali e prospettive strategiche), l'irlandese Phil Hogan (commercio) e la bulgara Mariya Gabriel (Innovazione e giovani).

Come funzionano le audizioni

I commissari designati, uno per paese Ue, vengono chiamati a partecipare a un'audizione pubblica di tre ore davanti alla commissione o alle commissioni responsabili del portafoglio di cui si dovranno occupare. Ogni audizione viene trasmessa in diretta e ogni candidato fa una dichiarazione di apertura.

Prima dell'inizio dei colloqui, la commissione giuridica esamina le dichiarazioni finanziarie dei commissari e può richiedere maggiori informazioni sui potenziali conflitti di interesse - come è successo nel caso di Trocsanyi e Plumb. I candidati devono anche rispondere a un questionario scritto sulle loro competenze e sulla loro motivazione.

Le commissioni parlamentari possono richiedere maggiori informazioni per iscritto ed eventualmente valutare il candidato, inviando lettere di sintesi ai presidenti di commissione. Sulla base di tali valutazioni, la Conferenza dei presidenti, composta dai capigruppo politici e dal presidente del Parlamento europeo, decide se chiudere o meno le audizioni o chiedere ulteriori azioni.

Il Parlamento europeo voterà sull'insieme dei commissari proposti da von der Leyen.

Il calendario

Ogni giorno sono previste da due a sei audizioni. Questo il calendario completo che comprende anche i nomi di Plumb e Trocsanyi. Le audizioni termineranno martedì 8 ottobre.

Cosa può succedere e cosa può andare storto

Finora l'europarlamento ha dato il via libera per Phil Hogan, Maros Sefcovic e Marya Gabriel. Le audizioni si sono svolte non senza critiche parte degli eurodeputati, che in questa sede hanno la possibilità di far valere il loro peso.

Tra i seggi dell'emicilo brucia ancora lo smacco ricevuto dai leader europei per il rigetto del processo del c.d Spitzenkandidat.

econdo Agata Gostyńska-Jakubowska, ricercatrice del Centre for European Reform, "conoscendo il Parlamento europeo, cercherà inevitabilmente di mettere in discussione il candidato".

Nel 2014 fu ritirata la candidatura del primo ministro sloveno, Alenka Bratušek, designata per il portafoglio energetico, in seguito ad un no di una commissione parlamentare. Von der Leyen si è attirata diverse critiche per aver assegnato a Margaritis Schinas la missione di proteggere "lo stile di vita europeo", con competenze in materia di migrazione e sicurezza. Molti eurodeputati sono scettici su questa nomina.

Altri commissari designati dovranno probabilmente affrontare duri interrogatori parlamentari a causa di procedimenti antifrode aperti nei loro confronti: il polacco Janusz Wojciechowski, indicato per il portafoglio dell'agricoltura, era sotto inchiesta dell'agenzia antifrode dell'UE, l'Olaf, che però ha deciso di chiudere le indagini.

Resta aperta invece l'inchiesta dell'Olaf sulla candidata francese al portafoglio del mercato unico, difesa e spazio, Sylvie Goulard, sebbene abbia già proceduto a rimborsare al Pe 45,000 euro relative a una vicenda riguardante la gestione di suoi assistenti quando era europarlamentare.

"Uno degli obiettivi di tutta questa pratica è quello di mostrare i denti e dimostrare al Presidente eletto della Commissione che il Parlamento europeo vuole avere voce in capitolo", l'opinione di Gostyńska-Jakubowska. "In fin dei conti, il Parlamento europeo ha una certa influenza nei confronti del Presidente della Commissione europea... sembra che non veda l'ora di esercitarla".