La giustizia argentina ha formalizzato la richiesta di estradizione dall’America degli Stati Uniti dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, accusato di gravi violazioni dei diritti umani durante il suo mandato
Le autorità giudiziarie dell’Argentina hanno presentato ufficialmente agli Stati Uniti una richiesta di estradizione dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro affinché risponda davanti ai tribunali argentini di presunti crimini contro l’umanità commessi durante il suo governo, secondo quanto riportato mercoledì da fonti di stampa.
La richiesta è stata depositata da un giudice federale argentino e inviata alle autorità statunitensi, dove Maduro si trova attualmente in custodia dopo essere stato catturato il 3 gennaio e trasferito a New York, dove è detenuto in attesa di procedimenti giudiziari statunitensi.
La mossa si basa sul principio della giurisdizione universale, che consente ai tribunali di un Paese di indagare e perseguire gravi violazioni dei diritti umani anche se i presunti reati non si sono verificati sul territorio nazionale o non coinvolgono cittadini del Paese stesso.
L’indagine argentina trae origine da una serie di denunce presentate nel 2023 da organizzazioni per i diritti umani davanti ai tribunali federali di Buenos Aires, che accusano Maduro e altri funzionari di torture, persecuzioni, detenzioni arbitrarie e altre violazioni sistematiche commesse durante il suo mandato.
Se accolta dagli Stati Uniti, la richiesta di estradizione permetterebbe alle autorità argentine di interrogare Maduro nell’ambito di questo caso, il quale si aggiunge alle accuse già pendenti a New York, dove è imputato per vari reati, inclusi presunti legami con il traffico di droga.
La prossima udienza di Maduro è fissata per il 17 marzo davanti a un tribunale federale statunitense, dove il processo seguirà le procedure previste dal sistema giudiziario americano.