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La malattia del verme della Guinea è vicina a diventare la seconda eradicata dopo il vaiolo

ARCHIVIO - In questa foto del 4 novembre 2010, bambini raccolgono acqua potabile da uno stagno usando filtri forniti dal Carter Center nel Sud Sudan.
ARCHIVIO - In questa foto del 4 novembre 2010, bambini raccolgono acqua potabile da uno stagno usando filtri forniti dal Carter Center in Sud Sudan. Diritti d'autore  ASSOCIATED PRESS
Diritti d'autore  ASSOCIATED PRESS
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il
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Il verme della Guinea è sulla buona strada per diventare la seconda malattia umana eradicata dopo il vaiolo: nel 2025 sono stati registrati solo 10 casi nel mondo.

Nel 2025 nel mondo sono stati segnalati appena 10 casi umani di verme della Guinea, il numero più basso mai registrato e un passo decisivo verso l’eradicazione.

Il Carter Center, organizzazione non profit statunitense che guida la campagna globale per sradicare la dracunculiasi (malattia del verme della Guinea), ha diffuso i dati provvisori, avvicinando il parassita a diventare la seconda malattia eradicata nella storia.

La dracunculiasi, comunemente nota come malattia del verme della Guinea, è una parassitosi che si trasmette attraverso acqua potabile contaminata.

La malattia provoca una vescica dolorosa dalla quale, dopo 10-14 mesi dal contagio, fuoriesce lentamente un verme, di solito dalla parte inferiore della gamba.

«Il verme della Guinea causa sofferenze enormi, non solo alla persona malata ma anche alla sua famiglia e alla comunità», ha dichiarato Adam Weiss, direttore del programma del Carter Center per l’eradicazione della dracunculiasi, dopo l’annuncio.

Ha aggiunto che chiunque abbia sofferto per questa malattia ha affrontato qualcosa di completamente evitabile.

«I progressi di quest’anno ci danno nuova energia, ma l’unico numero accettabile è zero, ed è per questo che il nostro impegno a portare a termine questo lavoro resta incrollabile», ha aggiunto Weiss.

Nel 1986, quando il Carter Center ha intensificato gli sforzi per eradicare la malattia del verme della Guinea, si stimava che ogni anno si verificassero circa 3,5 milioni di casi umani.

Perché una malattia sia dichiarata eradicata, tutti i Paesi del mondo devono essere certificati come liberi da infezioni umane e animali, anche quelli in cui la trasmissione non è mai stata segnalata.

Un Paese è ufficialmente libero da una malattia se mantiene zero casi segnalati, umani e animali, per almeno tre anni consecutivi.

Ad oggi l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha certificato 200 Paesi liberi dal verme della Guinea; ne restano solo sei non ancora certificati: Angola, Ciad, Etiopia, Mali, Sudan del Sud e Sudan.

Dei 10 casi umani provvisori registrati nel 2025, due si sono verificati in Sudan del Sud e quattro in Ciad e quattro in Etiopia.

Angola, Camerun, Repubblica Centrafricana e Mali hanno segnalato zero casi umani per il secondo anno consecutivo.

Acqua potabile: la chiave per l’eradicazione del verme della Guinea

Poiché non esistono né un vaccino né una cura per la dracunculiasi, le misure di prevenzione e sorveglianza sono state decisive per arrivare all’attuale situazione.

L’Organizzazione mondiale della sanità dà priorità all’accesso ad acqua sicura tramite pozzi protetti e pozzi perforati, oltre a filtri in tessuto e filtri a tubo per le famiglie che non dispongono di acqua potabile.

Le persone infette spesso immergono gli arti in acqua per alleviare il dolore; questo può stimolare il rilascio delle larve dal verme, contaminare l’acqua e far ripartire il ciclo di trasmissione.

Altre malattie tropicali vicine all’eradicazione

Ad oggi solo il vaiolo è stato ufficialmente eradicato, ma diverse malattie tropicali neglette stanno seguendo lo stesso percorso.

Insieme al verme della Guinea, l’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito anche il pian tra le malattie da eradicare entro il 2030.

Il pian, un’infezione batterica che colpisce soprattutto i bambini sotto i 15 anni, si trasmette attraverso il contatto con lesioni aperte. Non esiste un vaccino, ma la malattia può essere curata con antibiotici.

Nel 2025 l’Oms ha riconosciuto 136 Paesi liberi dalla trasmissione della malattia, un forte aumento rispetto all’unico Paese censito nel 2020.

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