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Nawaf Salam: il Libano chiede de-escalation tra Usa e Iran e sostegno internazionale

Il primo ministro libanese Nawaf Salam parla con i giornalisti dei media stranieri e delle agenzie di stampa nel palazzo del governo di Beirut, mercoledì 3 dicembre 2025.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam parla con i giornalisti dei media stranieri e delle agenzie di stampa nel palazzo del governo di Beirut, mercoledì 3 dicembre 2025. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Samia Mekki & Maria Tadeo
Pubblicato il
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Il premier libanese Nawaf Salam, intervistato a Dubai, invita alla de-escalation tra Usa e Iran, ribadisce l’autorità dello Stato sulle decisioni militari e chiede il sostegno di Ue e Paesi arabi

Nel contesto dell’escalation di tensioni e retorica tra Teheran e Washington, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha sottolineato l’importanza di qualsiasi iniziativa volta a ridurre il rischio di un confronto militare. L’intervento è avvenuto a margine del World Government Summit di Dubai, che ha riunito oltre 60 capi di Stato e di governo, durante un’intervista con la corrispondente di Euronews Maria Tadeo.

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Secondo Salam, la stabilità è una priorità assoluta per una regione già devastata da conflitti e guerre protratte nel tempo.

"Guerra e pace competono solo allo Stato libanese"

Rispondendo a una domanda su un possibile scontro tra Stati Uniti e Iran, il premier ha ribadito un principio chiave della linea del suo governo: la decisione sulla guerra e sulla pace spetta esclusivamente allo Stato.

Pur senza citare direttamente Hezbollah, le parole di Salam sono state interpretate come un messaggio diretto all’organizzazione filo-iraniana, considerata da Israele un suo proxy in Libano e nella regione. La dichiarazione arriva dopo che il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha affermato che il movimento non resterebbe neutrale in caso di un attacco all’Iran.

Israele e le violazioni della sovranità libanese

Il primo ministro ha poi denunciato la situazione sul terreno, parlando delle incursioni israeliane quotidiane nel sud del Libano e nella Valle della Bekaa, oltre al controllo di alcune aree strategiche nel sud del Paese.

Salam ha citato in particolare i cosiddetti cinque punti - Hamames, Awida, Jabal Blat, Labouna e Azziyeh - la cui occupazione, secondo Beirut, rappresenta una minaccia diretta alla sovranità libanese su tutto il territorio nazionale.

«Queste azioni minano l’autorità dello Stato e contribuiscono all’instabilità», ha affermato, facendo riferimento anche alla detenzione di cittadini libanesi da parte di Israele.

Il Libano chiede aiuto internazionale

Oltre alle tensioni regionali, il Libano continua a fare i conti con una profonda crisi economica, che rende ancora più urgente il sostegno dei partner internazionali. Salam ha lanciato un appello all’Unione europea e ai Paesi arabi, sottolineando l’importanza della conferenza di Parigi del 6 marzo, dedicata al sostegno delle Forze armate libanesi.

Secondo il premier, l’esercito rappresenta lo strumento principale per rafforzare l’autorità dello Stato, limitare la diffusione delle armi e garantire la sicurezza sul territorio nazionale.

Il ruolo dell’Ue e il sostegno finanziario a Beirut

Salam ha infine ricordato la visita a Beirut, lo scorso 9 gennaio, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo António Costa. In quell’occasione, l’Ue ha annunciato un pacchetto di aiuti da un miliardo di euro a favore del Libano.

Von der Leyen ha inoltre accolto positivamente gli sforzi del governo libanese per avviare un dialogo con Israele e per completare la prima fase del piano di disarmo a sud del fiume Litani, considerati passi fondamentali verso una maggiore stabilità regionale.

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