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Polonia: l'economia del carbone

Polonia: l'economia del carbone
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Alla fine dell'estate, con l'arrivo dell'autunno, milioni di case in Polonia resteranno al caldo grazie al carbone, combustibile fossile tra i piu' diffusi al mondo.

Qui il carbone è ancora la risorsa energetica piu' economica, il riscaldamento a gas costa il 50% in piu'" ci raccontano nella cittadina di Zarki, a nord di Cracovia.

Soprannominato "oro nero", il carbone è stato per secoli la principale risorsa energetica domestica e industriale. L'energia solare o quella eolica sono considerate ancora fonti complementari al carbone.

Da un punto di vista pragmatico, parlando quindi della sicurezza, economica e non solo, dei nostri cittadini, certo, dobbiamo andare verso fonti rinnovabili, ci sta a cuore il clima e intendamo implementare le utlimissime tecnologie in materia - spiega Grzegorz Tobiszowski, deputato europeo del partito di destra Legge e Giustizia, al governo in Polonia - ma non possiamo assolutamente correre il rischio di un blackout energetico".

E' cosi che il carbone in Polonia resta la risorsa principale (l''anno scorso sono state estratte 63 milioni di tonnellate) benchè affiancato, in un mix energetico, da altre fonti rinnovabili.

"Siamo ancora un Paese in via di sviluppo, intrappolati nel passato - spiega il professor Pawel Bogacz dell'Università di Cracovia - Dobbiamo ricordarcene perchè dal punto di vista economico è ancora un aspetto fondamentale. Dietro a tutto questo ci sono molti posti di lavoro".

Nelle miniere polacche ci lavorano circa 130 mila persone. E' il comparto piu' numeroso nella regione della Slesia, in 42 mila lavorano nelle miniere sotto terra.

Un impiegato nelle miniere genera 4 posti di lavoro nell'indotto - ci spiega Tomas Glogowski del Polish Mining Group- quindi in realtà stiamo parlando di circa 300 mila persone che lavorano in questo comparto".

In Slesia le miniere hanno dato da lavorare a intere generazioni. Ed è ancora cosi. "Non posso neanche immaginare cosa succederebbe senza carbone - racconta un minatore - la Slesia crollerebbe, sarebbe una nuova Detroit".

E non è un'esagerazione, qui l'intera economia si basa sull'industria del carbone.

"In Slesia c'è una città che si chiama Bytom, una volta era grande, oggi ne resta ben poco: è letteralmente collassata - racconta Maria Trepinska, esperta di economia mineraria - I prezzi delle case sono scesi fino a 200 euro al metro quadro. S si arrivasse alla decisione di chiudere le miniere, la Slesia, come Bytom, non esisterebbe piu".

Il carbone è il nodo su cui ruota tutto, e i politici, di qualsiasi schieramento, lo sanno bene. Vincere le elezioni qui in Slesia significa avere molte piu' proabilità di vincerle anche a livello nazionale.

L'inviato di Euronews in Polonia Leszek Kabłak spiega che: "Le energie rinnovabili non sono sufficienti a soddisfare i bisogni energetici della Polonia. Le riserve di carbone sono ancora molte, il Paese non produce energia nucleare...per questo c'è da scommettere che la situazione non cambierà facilmente nei prossimi anni.sarà molto difficile abbandonare i combustibili fossili. Ma la domanda resta: come rendere sostenibile, anche in un futuro piu' lontano, una transizione tanto importante".