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Brexit, Downing street vuole dettare l'agenda dell'uscita ma l'UE ribadisce le proprie condizioni

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Brexit, Downing street vuole dettare l'agenda dell'uscita ma l'UE ribadisce le proprie condizioni
Diritti d'autore  REUTERS/Dylan Martinez
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"I colloqui sulla Brexit si terranno due volte alla settimana a settembre per trovare il modo migliore per uscire dall' Ue con un nuovo accordo". E' quanto è stato diffuso direttamente da Downing Street sui tempi che scandiscono l'uscita del regno Unito dai 28 dell'Ue il 31 ottobre.

"Il Primo Ministro - continua la nota - ha chiarito che non ci saranno nuovi accordi a meno che l'accordo di recesso non venga riaperto e il backstop rimosso.

"Il responsabile negoziatore tecnico della Brexit, David Frost", fanno sapere ancora dal governo, "si è incontrato questa settimana con la Task Force, ai sensi dell'articolo 50, e ha convenuto che i colloqui si sarebbero intensificati nelle prossime settimane"

Intanto il negoziatore della Unione europea sulla Brexit, Michel Barnier, sottolinea via twitter che "si continuerà a proteggere gli interessi dei cittadini europei e delle imprese, così come le condizioni di pace e stabilità sull'isola di Irlanda. E' nostra responsabilità e nostro dovere" conclude.

Sulla questione sospensione, da manifestanti e oppositori politici ritenuta un tema di rottura della democrazia (per le modalità e i tempi con i quali è stata imposta), il tribunale scozzese civile di Edimburgo si pronuncerà a breve proprio al riguardo, poiché investito da un'azione legale intentata da una deputata del Partito nazionale scozzese per cercare di impedire la sospensione delle attività parlamentari.

Secondo quanto ci riferisce la nostra inviata Maebh McMahon: "fonti ufficiali riferiscono in modo abbastanza scettico che potrebbero non sussistere i tempi per il Regno Unito di giungere ad alternative e proposte concrete."