EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

Dove sono le navi delle ONG?

Dove sono le navi delle ONG?
Diritti d'autore 
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Ecco la mappa sulle principali imbarcazioni in mare.

PUBBLICITÀ

La vita è grama per le navi delle ONG, impegnate nel soccorso dei migranti in mare: le multe, previste dal governo italiano per le imbarcazioni che non rispettano i divieti introdotti dal decreto sicurezza, ammonteranno a somme tra i 150.000 euro e 1 milione. Un deterrente potenziale, a cui si aggiungono le grane giudiziarie che bloccano equipaggi e navi nei porti italiani. 

Dice Nello Scavo, corrispondente di Avvenire: "Al momento, il mare libico è fondamentalmente incustodito: solo l'Alan Kurdi è attiva e ha aiutato almeno 100 persone nelle ultime 48 ore, migranti che sono stati accompagnati, accolti e assistiti da Malta".

Attualmente l'Alan Kurdi della ONG Sea Eye si trova nelle acque territoriali maltesi dove di recente ha raccolto l'allerta della Marina di Malta per il soccorso a 45 migranti. Le altre imbarcazioni sono ferme nei porti italiani. La Proactiva Open Arms, a cui il governo spagnolo ha intimato di sospendere i salvataggi nel Mediterraneo, pena una multa sino a 900mila euro, ha effettuato una sosta tecnica a Lampedusa per il cambio dell'equipaggio, che avviene ogni 2 o 3 settimane: in genere la nave staziona tra Zuwaiyah in Libia e Lampedusa. Il divieto dell'esecutivo Sanchez non si estende infatti al supporto in mare alle altre navi per il trasbordo dei migranti, in caso di necessità.

Sotto sequestro probatorio, a Licata, Alex, il veliero della ong italiana Mediterranea e ferma è pure la Mare Jonio. Sempre a Licata non può tornare in navigazione la Sea Watch dopo il braccio di ferro tra la capitana, Carola Rackete e il capitano, Matteo Salvini. In attesa di interrogatorio, slittato per uno sciopero dei legali, Rackete sarà sentita nei prossimi giorni: deve rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Nel frattempo, le partenze dalla Libia non accennano a diminuire: una delle proposte, avanzate dal governo italiano, è quella di un ipotetico quanto difficile blocco navale. "Impossibile pattugliare miglio dopo miglio la costa italiana - conclude Nello Scavo - e poi resta la grande domanda, che si pongono anche i militari: 'Se si incrocia un gommone con i migranti, che fare: dobbiamo sparare? La realtà è sempre più complicata".

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Latina, indagato datore di lavoro per morte bracciante: aveva abbandonato Satnam con braccio mozzato

Italia: i migranti di Monfalcone accendono il dibattito in vista delle elezioni europee

Governo: respinta la sfiducia contro Salvini e Santanchè