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Petroliere in fiamme in Oman, gli Usa: "Colpa dell'Iran". E sbuca un video

Petroliere in fiamme in Oman, gli Usa: "Colpa dell'Iran". E sbuca un video
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Tasnim News Agency/Handout via REUTERS
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Continuano le polemiche intorno all'incidente occorso alle due petroliere nel Golfo dell'Oman. Non ci sono state vittime.

Gli equipaggi sono stati portati in salvo da navi della Quinta Flotta Statunitense di stanza nel Barhein che ha risposto immediatamente alle richieste di soccorso e ancora non sono state rese note le cause degli incendi alle due navi, ma l'esercito americano ha rilasciato un video nel quale si vede una nave delle Forze Rivoluzionarie Islamiche togliere una mina inesplosa dallo scafo di una delle due petroliere, quella di proprietà giapponese.

Tutto lascia pensare ad un vero e proprio attacco per creare ancora più tensione nella regione. Ne è convinto il Segretario di Stato Americano che sa anche a chi dare la colpa.

"La valutazione del governo degli Stati Uniti è che la Repubblica islamica dell'Iran è responsabile degli attacchi che si sono verificati nel Golfo dell'Oman - ha dichiarato Mike Pompeo - Questa valutazione si basa su fonti di intelligence, le armi utilizzate, il livello di esperienza necessario per eseguire l'operazione e soprattutti i recenti attacchi iraniani simili ad altre spedizioni".

Il video del Pentagono pubblicato dal New York Times

Avvistati "oggetti volanti" prima dell'attacco

Il video e la versione dei fatti suggerita dal Pentagono non si sposerebbero però con le testimonianze di alcuni marinai a bordo della giapponese Kokuka Courageous, una delle due petroliere colpite. Stando alla Associated Press i marinai hanno detto di avere avvistato degli "oggetti volanti" subito prima dell'attacco, facendo supporre che la petroliera non sia stata danneggiata da delle mine.

Questo venerdì il ministro della Difesa giapponese, Takeshi Iwaya, ha annunciato che il Giappone non invierà truppe per rispondere all'attacco, poiché la situazione non è considerata una minaccia imminente per il paese.

L'Iran respinge le accuse

L'incidente è coinciso con la visita a Teheran del premier giapponese Shinzo Abe che sta tentando di trovare una mediazione proprio sul dossier nucleare tra Stati Uniti e l'Iran, che ha respinto al mittente le accuse condannando fortemente le affermazioni americane nonché, si legge in un comunicato, la massiccia presenza militare americana nella regione, fonte di insicurezza e instabilità nel Golfo Persico.

Il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha accusato senza mezzi termini gli Stati Uniti di avere messo in atto un sabotaggio degli sforzi diplomatici per coprire il "terrorismo economico" di Washington nei confronti di Teheran.

Trump ha risposto via Twitter ringraziando Abe per la mediazione, ma che non è ancora tempo per un accordo. Immediata la riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

La reazione dell'ONU

"Prendo atto con profonda preoccupazione dell'incidente avvenuto nello Stretto di Hormuz. Condanno fermamente qualsiasi attacco contro navi civili. I fatti devono essere stabiliti e le responsabilità chiarite. Se c'è qualcosa che il mondo non può permettersi, è un grande scontro nella regione del Golfo". la dichiarazione di António Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite.

La frenata della Russia

Anche la Russia frena: "Nessuno ha informazioni sulle cause di questi incidenti e cosa ci sia dietro e quindi non si possono trarre conclusioni avventate", ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.