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Golfo Oman: sulla petroliera "nessuna esplosione"

Golfo Oman: sulla petroliera "nessuna esplosione"
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Lo scambio di accuse tra Stati Uniti e Iran in merito alle responsabilità sul probabile attacco a due petroliere nel Golfo di Oman, provoca la reazione delle potenze mondiali.

La Cina chiede moderazione. La Russia invita a non "affrettarsi nelle conclusioni" contro l'Iran e il Giappone non vede minacce imminenti.

Gli Stati Uniti, però, così come l'Arabia Saudita, hanno invece subito puntato il dito contro Teheran.

In un video fatto circolare dal Pentagono, annunciato ieri dall'amministrazione Usa, si vede quella che viene descritta come una imbarcazione con dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran), intenti a rimuovere quella che appare essere una mina magnetica inesplosa dal fianco della petroliera giapponese, Kokuka Courageous.

Ma è lo stesso presidente della società giapponese proprietaria dell'imbarcazione ad escludere la possibilità che si tratti di mine o di siluri: "Tra l'ipotesi dell'esplosione e quella di un oggetto volante, ho la sensazione che sia un oggetto volante, un proiettile - dice Yutaka Katada, Presidente della Kokuka Sangyo - Se fosse stata un'esplosione, ci sarebbero danni in luoghi diversi, ma questa è solo un'ipotesi".

Teheran afferma di essere "responsabile della sicurezza" nello strategico Stretto di Hormuz, ma il Presidente statunitense, Donald Trump, avverte: "Se l'Iran lo chiuderà, non sarà per molto".

Gli attacchi a largo del Sultanato dell'Oman seguono quelli del 12 maggio scorso che hanno provocato l'ingresso precauzionale in chiave anti-iraniana della portaerei statunitense Abraham Lincoln.

Gli attacchi alle petroliere hanno inflitto comunque un nuovo colpo alle speranze di riaprire il dialogo sul dossier del nucleare. Nel frattempo vola il prezzo del greggio.