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Algeria: dopo le proteste il rimpasto di governo

Algeria: dopo le proteste il rimpasto di governo
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La 'primavera algerina' non cede il passo: dopo la rinuncia del presidente Bouteflika a ricandidarsi per il quinto mandato consecutivo alla guida del Paese, l'Algeria ha festeggiato. Ma la decisione di rimandare le elezioni di aprile a data da destinarsi ha riacceso la protesta: migliaia di manifestanti hanno tracimato per le vie della Capitale contro la ventennale presidenza di Abdelaziz Bouteflika.

"Sono qui oggi, con tutto il popolo algerino, per chiedere a questa banda di andarsene - dice un manifestante - non vogliamo politici della vecchia guardia. Vogliamo facce nuove. Vogliamo una nuova Algeria. Vogliamo una repubblica giusta. Abbiamo bisogno di volti nuovi".

Il nuovo primo ministro algerino Noureddine Bedoui, già ministro dell'Interno, ha promesso di formare un governo in pochi giorni: il nuovo esecutivo sarà - ha detto - una combinazione di esperienza e gioventu: "Il governo rappresenterà tutte le energie, specialmente quelle dei giovani uomini e donne del nostro paese".

Un compromesso - quello del primo ministro - che mira a smorzare la tensione per le mancate dimissioni del presidente Bouteflika. Le manifestazioni di piazza l'hanno convinto infatti a ritirare la candidatura, ma non a dimettersi. Il gruppo di potere , a lui legato, gestirà la transizione.

Bouteflika ha paventato l'ipotesi di una estensione del mandato, il quarto, sino a che non sarà adottata la nuova Costituzione del Paese.

La deadline provvisoria è stata spostata alla fine del 2019, al termine dei lavori di una conferenza nazionale incaricata dallo stesso presidente di attuare una riforma della carta costituzionale.