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Algeria: dopo la festa la delusione, transizione troppo lenta

Algeria: dopo la festa la delusione, transizione troppo lenta
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Dopo la festa, la doccia fredda. La notizia del passo indietro del presidente Abdelaziz Bouteflika non è ancora stata realizzata dai cittadini in festa dalla notte di domenica per le strade di Algeri, che già si fa strada la delusione per quella che si annuncia un'uscita di scena al rallentatore. E questo nonostante il rimpasto di governo e la promessa di una riforma della costituzione avanzata dal presidente 82enne.

Migliaia di persone hanno manifestato per le strade di Algeri per chiedere che il cambiamento non si fermi a una semplice operazione di facciata.

"E' il primo passo, abbiamo rimosso Bouteflika, ma ora è il sistema tutto che deve cambiare - dice questo un ragazzo. "È una buona notizia per noi in Algeria, è quello che ci aspettavamo succedesse" conferma un altro.

La nomina a Primo Ministro dell'ex capo degli interni, Bedoui, non sembra essere un segnale sufficiente a garantire un vero cambiamento, temono dall'opposizione. Secondo indiscrezioni di stampa, il presidente tiene ferma la presa sul delicato momento politico, tra la imminente nomina di un govenro di transizione guidato da uomini di fiducia e i lavori della promessa costituente. In ogni caso Bouteflika non pensa a dimissioni nè a fissare la data di nuove elezioni.

Sul destino del presidente, rientrato domenica in Algeria dopo una lunga degenza in Svizzera, pendono tuttavia i segnali che provengono da magistratura ed esercito: lunedi, 1000 giudici si sono dichiarati indisponibili a sovrintendere ad elezioni nelle quali Bouteflika fosse candidato, mentre il capo dello staff militare algerino, il tenente Gaed Salah, ha detto che i militari e il popolo algerino condividono la stessa visione del futuro lasciando intendere che l'esercito starebbe dalla parte delle proteste.

REUTERS/Zohra Bensemra