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Aeolus, una ventata di novità

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Aeolus, una ventata di novità

Aeolus, una ventata di novità
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L’hanno chiamato Aeolus,Eolo, ed è proprio allo studio dei venti che si dedicherà il nuovo satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), partito dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese.

Si tratta di un satellite molto innovativo, spiegano dall’Esa, che promette una vera e propria rivoluzione nella meterologia. Permetterà di studiare con molta più precisione i venti. Oggi a disposizione degli scienziati ci sono alcuni strumenti di base come i palloni sonda, l'osservazione delle maree o delle nuvole.

Costruito da un gruppo di aziende europee guidate da Airbus Defense e Space, il satellite sarà più affidabile. Lo permetterà uno strumento di avanguardia, Aladin: una sorta di radar che invia impulsi luminosi. Un gioiello tecnologico che parla italiano, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio e a Pomezia. Si tratta, secondo l'Esa, del più potente trasmettitore laser nell'ultravioletto mai costruito per un'applicazione spaziale.

"Nessuno strumento del genere è mai stato nello spazio finora - spiega Simonetta Cheli, capo dell'Ufficio di coordinamento del direttorato dell'Esa per l'Osservazione della Terra - e la sua importanza è fondamentale: il suo compito è ricostruire i profili globali dei venti con una precisione accurata, grazie a ben 80 funzioni ottiche".

Aeolus è partito a bordo di un razzo Vega, costruito in Italia dalla Avio. Le misurazioni dirette sui venti serviranno per le previsioni meterologiche e ad anticipare gli eventi pericolosi.