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Sea Shepherd: stop a inseguimenti baleniere del Giappone

Sea Shepherd: stop a inseguimenti baleniere del Giappone
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Sea Shepherd alza la bandiera bianca. Dopo 12 anni, il gruppo attivista radicale mette fine alla sua storica campagna contro le baleniere giapponesi. La battaglia per salvare i grandi cetacei continuerà ma non nuovi strumenti, l’organizzazione di volontari non può nulla contro la sofistica tecnologia satellitare militare nipponica che riesce a interccettare ogni movimento delle sue imbarcazioni. Ora è inoltre considerato inoltre un reato secondo le leggi antiterrorismo approvate dal Giappone la presenza delle navi di protesta vicino alle baleniere. Insomma un arriderci, non un addio, ma nell’uscire momentaneamente fuori di scena il fondatore di Sea Shepherd, Paul Watson, si toglie qualche sassolino dalla scarpa definendo ostili i governi di Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda che hanno agito “in lega con il Giappone” contro le sue campagne di protesta. Proibita dal 1986, la caccia commerciale alle balene è continuata in Giappone che ha usato come scappatoia un’esenzione della Commissione Baleneria Internazionale per la ricerca scientifica. In 12 anni di azioni contro le baleniere giapponesi, Sea Shepherd ha salvato 6.500 grandi cetacei, riducendo la quota annuale di caccia da 1000 balene per stagione a 333.

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