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Ungheria alla presidenza di turno Ue: Orbán riuscirà a imporre le sue idee?

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán parla durante una conferenza stampa a Vienna, 30 giugno 2024
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán parla durante una conferenza stampa a Vienna, 30 giugno 2024 Diritti d'autore Screenshot from AP video 4503428
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Di Euronews Agenzie:  AP, EBU
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il primo ministro Viktor Orbán è stato a lungo accusato di smantellare le istituzioni democratiche e di violare gli standard dell'Ue in materia di stato di Diritto, tanto da indurre il Parlamento a chiedere, a maggio, di togliere completamente la presidenza dalle mani dell'Ungheria

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Da lunedì l'Ungheria è alla presidenza di turno dell'Unione europea e alcuni eurodeputati a Bruxelles si chiedono se il primo ministro Viktor Orbán sfrutterà questo suo ruolo per accrescere la sua reputazione di principale "guastafeste" del blocco.

Negli ultimi anni Orbán ha bloccato o ritardato molte decisioni chiave dell'Ue andando abitualmente contro la maggior parte degli altri leader su questioni come la guerra in Ucraina e le relazioni con Russia e Cina.

La sua opposizione, spesso esplicita, alle politiche e alle posizioni comunemente condivise dagli altri Stati membri ha a lungo frustrato i suoi partner nel blocco.

Rendere l'Europa di nuovo grande

Il motto dell'Ungheria per la sua presidenza - Make europe great again - ha destato qualche perplessità in alcuni ambienti per la sua somiglianza con il famoso slogan usato dall'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La presidenza dell'Ue ruota tra i Paesi membri del blocco e, sebbene la carica abbia poco potere reale, permette di mettere le rispettive priorità in cima all'agenda europea.

Hungary's Prime Minister Viktor Orbán arrives for an EU summit in Brussels, June 27, 2024
Hungary's Prime Minister Viktor Orbán arrives for an EU summit in Brussels, June 27, 2024Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.

Pertanto, alcuni analisti politici sospettano che l'Ungheria cercherà di sfruttare questa posizione per dare forza alle sue idee e al suo programma politico.

Già nella giornata di domenica, il primo ministro magiaro ha annunciato a Vienna la nascita di una nuova coalizione di estrema destra, Patrioti d'Europa, con i partiti nazionalisti del leader dell'Fpo austriaco, Herbert Kickl, e del ceco Andrej Babiš, che guida Ano.

La nuova alleanza mira alla creazione di un nuovo gruppo al Parlamento europeo per raccogliere i partiti di destra radicale del continente con un obiettivo: porre fine al progetto di un’Ue liberale.

Tuttavia, il calendario della presidenza ungherese, che inizia con una lunga pausa estiva e un periodo di transizione per la formazione di un nuovo Parlamento europeo e di una nuova Commissione, dovrebbe dare a Budapest poche opportunità di far deragliare in modo significativo le priorità del blocco.

"Questi sei mesi non sono poi così lunghi, il che significa che l'Ungheria non può fare potenzialmente molto male, anche secondo i critici", ha dichiarato Dorka Takácsy, ricercatrice presso il Centro per l'Integrazione Euro-Atlantica e la Democrazia.

Per fugare ogni dubbio, in ogni caso, i leader di Bruxelles si sono affrettati a portare avanti importanti decisioni politiche mentre il Belgio deteneva ancora la presidenza di turno: la scorsa settimana sono stati avviati colloqui di adesione con l'Ucraina e la Moldavia.

Proprio la posizione su Kiev, fin dal 24 febbario, ha creato non pochi contrasti tra gli Stati membri e il primo ministro ungherese, che ha già espresso la sua opposizione alla candidatura dell'Ucraina e ha minacciato di bloccarla, dopo aver già ostacolato gli sforzi per sblocare i finanziamenti di cui ha bisogno.

"Tutti i passi significativi da parte europea per quanto riguarda l'Ucraina sono già stati fatti", ha detto Takácsy.

"Un ritardo ungherese, secondo la maggior parte dei leader europei, è già calcolato e preso in considerazione come se fosse qualcosa che molto probabilmente accadrà".

Orbán è stato a lungo accusato di smantellare le istituzioni democratiche e di violare gli standard dell'Ue in materia di stato di Diritto, tanto che a maggio il Parlamento europeo ha chiesto di togliere la presidenza all'Ungheria; in una risoluzione, ha sostenuto che le carenze democratiche sollevano dubbi su "come l'Ungheria sarà in grado di svolgere in modo credibile questo compito nel 2024".

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Due anni fa, la Commissione europea ha congelato miliardi di euro di fondi a Budapest per timore di un regresso democratico.

Ma alcuni funzionari ungheresi hanno sottolineato che intendono agire in modo costruttivo durante la loro presidenza.

La scorsa settimana, il ministro ungherese per gli Affari europei János Bóka ha dichiarato ai giornalisti che saranno "mediatori onesti, lavorando lealmente con tutti gli Stati membri e le Istituzioni".

"Svolgere le funzioni della presidenza è un nostro obbligo, ma lo vediamo soprattutto come un'opportunità", ha detto Bóka.

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"All'inizio del nuovo ciclo istituzionale, possiamo avviare un dibattito e stabilire l'agenda su questioni per noi importanti".

Tra cui l'allargamento dell'Ue nei Balcani occidentali a Paesi come la Serbia, la Macedonia del Nord, il Montenegro e l'Albania attraverso una procedura "basata sul merito".

Budapest ha anche promesso di rafforzare le frontiere esterne dell'Ue e di contrastare l'immigrazione clandestina, nonché di affrontare le "sfide demografiche" che comportano l'invecchiamento della popolazione europea; due priorità che riflettono l'immagine di Orbán come strenuo oppositore dell'immigrazione e difensore dei valori familiari tradizionali.

Dopo anni di campagne che ritraggono l'Ue come una gabbia che costringe l'Ungheria ad accettare politiche ingiuste, o aver ripetutamente paragonato l'adesione al blocco a più di quattro decenni di occupazione sovietica del suo Paese, potrebbe trovare difficile trovare una sponda nella buona volontà degli altri Stati membri.

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