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Belgio, elezioni europee fatali anche per De Croo: il Re accetta le dimissioni del premier

Il primo ministro del Belgio Alexander De Croo si è dimesso dopo la disfatta elettorale del 9 giugno. Il Re ha accettato le dimissioni
Il primo ministro del Belgio Alexander De Croo si è dimesso dopo la disfatta elettorale del 9 giugno. Il Re ha accettato le dimissioni Diritti d'autore X
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Di Gabriele Barbati
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La disfatta dei liberali nelle elezioni europee, nazionali e regionali che si sono tenute in Belgio hanno spinto il premier alle dimissioni. Re Filippo le ha accettate: partite le consultazioni per un nuovo esecutivo

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Queste elezioni europee hanno non solo decretato quale sarà il nuovo Parlamento che eleggerà il prossimo governo europeo, ma anche vere e proprie crisi politiche in Francia, Germania e Belgio.

Dopo la convocazione di elezioni anticipate per fine mese da parte del presidente francese Macron, il cui partito è stato doppiato dalla destra di Marine Le Pen, e i pessimi risultati per i socialdemocratici al potere in Germania con Olaf Scholz, è la crisi belga a tenere banco con le dimissioni del primo ministro Alexander De Croo.

"Il Re ha accettato le mie dimissioni. Il governo gestirà gli affari correnti e preparerà il trasferimento dei poteri" ha scritto De Croo su X dopo essersi recato da Re Filippo per rimettere il mandato nelle sue mani.

"Voglio ringraziare dal profondo del cuore i nostri elettori e attivisti. I risultati delle elezioni sono una delusione. Me ne assumo le responsabilità" ha concluso De Croo, che aveva annunciato le sue intenzioni già domenica sera in un discorso alla nazione.

Il Belgio ha votato in una Super Sunday: europee, politiche e regionali

Il partito di De Croo Open Vld (Liberali e Democratici Fiamminghi Aperti) ha ottenuto poco più del 5 per cento alle elezioni comunitarie (a cui si sono accompagnate anche elezioni politiche e regionali) dietro persino all'estrema sinistra.

I risultati ancora non definitivi danno il partito di destra Nuova Alleanza Fiamminga (N-Va) vincitore con il 13,9 per cento dei voti, seguito dal Movimento Riformista francofono al 13,6 per cento e dalla formazione di estrema destra e anti immigrazione, Vlaams Belang, con il 13,4 per cento.

Nel voto nazionale gli equilibri sono stati analoghi con parziali di voto più alti. La N-va, è al 22 per cento dei voti, secondo i risultati provvisori forniti dal Ministero degli Interni. Il Vlaams Belang ha ottenuto il 17,5 per cento, davanti al partito socialista Voruit con il 10,5 per cento.

De Croo guidava un governo di coalizione di sette partiti, formato dopo quasi 18 mesi di colloqui a seguito delle precedenti elezioni. Il Belgio, travagliato dalla divisioni tra la comunità franconfona vallone e quella fiamminga, ha stablito un record nel 2010 quando ci vollero 541 giorni per formare un governo.

Il Re dovrà ora consultare le personalità politiche e avviare la procedura per la formazione di un nuovo governo federale.

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