Ue, accordo al Consiglio europeo sul fondo da 50 miliardi di euro per l'Ucraina

L'accordo è stato trovato poco dopo l'inizio del vertice
L'accordo è stato trovato poco dopo l'inizio del vertice Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Vincenzo Genovese
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I capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno trovato l'accordo sul fondo da 50 miliardi di euro per finanziare l'Ucraina nei prossimi quattro anni

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L'annuncio del presidente Charles Michel è arrivato pochi minuti dopo l'inizio del Consiglio europeo straordinario convocato per discutere la questione. 

Stallo sbloccato sui fondi all'Ucraina

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dato il suo assenso, ottenendo in cambio due clausole: una discussione annuale tra i leader europei sull'utilizzo del fondo e, se necessario, una proposta di revisione del fondo stesso da parte della Commissione europea tra due anni, contenute al punto 7 delle conclusioni del vertice.

In più, è stato aggiunto un punto per ricordare le conclusioni del summit del dicembre 2020, in cui si specificano le condizioni di applicazione del meccanismo che vincola l'esborso dei fondi comunitari al rispetto dello Stato di diritto, cioè il sistema con cui la Commissione europea sta bloccando venti miliardi di fondi comunitari destinati all'Ungheria.

Ora il fondo da 50 miliardi dovrà essere negoziato con il Parlamento europeo, ma ci si attende un'approvazione rapida: il primo incontro è previsto già lunedì 5 febbraio a Strasburgo.

"Questo importante successo è anche il risultato di un'intensa e sapiente azione di mediazione condotta nelle ultime settimane e poi direttamente qui a Bruxelles in queste ore dal Presidente del Consiglio con gli altri leader e con il primo ministro ungherese Orbán in particolare", scrive in una nota il ministro italiano agli Affari europei Raffaele Fitto. "Un lavoro parallelo è stato condotto anche dalle delegazioni italiana ed ungherese , in costante contatto con la Commissione europea".

Accordo sul bilancio europeo

Oltre al fondo per l'Ucraina, costituito da 33 miliardi di euro di prestiti e 17 di finanziamenti a fondo perduto, i leader dell'Ue hanno concordato una revisione del bilancio comunitario, pur ridotta rispetto alle richieste iniziali della Commissione europea: 64,6 miliardi di euro invece che 98,8.

Ce ne sono 9,6 miliardi in tutto per la gestione delle migrazioni, di cui 7,6 destinati a finanziare l'accoglienza dei rifugiati e il controllo dei flussi nei Paesi extra-europei: Siria, Giordania, Libano, Turchia e Stati del Nord Africa. La proposta originaria della Commissione ne prevedeva 15 miliari, ma la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni si dichiara comunque soddisfatta.

"Tutti capiscono il ruolo strategico che gioca l'Africa e ci ringraziano per il lavoro che stiamo facendo e che porteremo anche alla presidenza G7. Un lavoro che si riflette in quello che si approva oggi, gli 8 miliardi destinati alla dimensione esterna che servono per affrontare la migrazione dal punto di vista securitario ma anche di sviluppo".

I dieci miliardi destinati alla nuova Piattaforma per le tecnologie strategiche "Step" si riducono a 1,5. Stessa cifra per il fondo di emergenza destinato a coprire i costi dei disastri naturali e crisi sanitarie negli Stati membri (Sear). Altri due miliardi per uno "strumento di flessibilità", a cui attingere in caso di necessità improvvise.

Dall'accordo del Consiglio europeo spariscono i quasi due miliardi richiesti dalla Commissione per pagare gli stipendi dei funzionari comunitari aumentati a causa dell'inflazione, mentre si sottolinea che le casse nazionali dei Paesi Ue verseranno in tutto a fondo perduto solo 21 miliardi: oltre ai 33 in prestito, altri 10,6 arriveranno da fondi europei già previsti e dirottati verso le nuove esigenze.

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