Bruxelles vuole ricostruire i difficili rapporti con la Turchia

L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri, Josep Borrell, annuncia nuovi piani per rilanciare i legami con la Turchia
L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri, Josep Borrell, annuncia nuovi piani per rilanciare i legami con la Turchia Diritti d'autore Aurore Martignoni/CCE
Di Mared Gwyn JonesGianluca Martucci
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Le divergenze nel rispetto dello stato di diritto, la tutela delle minoranze e in politica estera non risolvono lo stallo tra Bruxelles e Ankara. E manca una soluzione alla questione di Cipro

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La Commissione europea si è detta pronta a riattivare la cooperazione  con la Turchia su vari fronti, ma all'appello manca l'attuazione delle riforme che Bruxelles chiede da tempo ad Ankara. In una nuova relazione sullo stato dell'arte delle relazioni euro-turche, l'esecutivo europeo ha avanzato l'ambizione di rinvigorire le politiche comuni in materia di commercio, energia, trasporti e gestione dell'immigrazione.

Per farlo Bruxelles ha bisogno di garanzie, a partire dalla disputa atavica sullo status di Cipro, che venne attaccata dall'esercito turco nel 1974 dopo il tentativo di un colpo di Stato promosso dal regime dei colonnelli che governava la Grecia in quegli anni.

La soluzione alla questione cipriota sembra impensabile nell'immediato. Ma nonostante il disaccordo sulla questione e su molte altre, Turchia e Unione europea "sono accomunate da molte più cose rispetto a quelle che le dividono", ha dichiarato il commissario Ue per il Vicinato e l'Allargamento Olivér Várhelyi nella conferenza stampa di presentazione della relazione

Bruxelles denota "un atteggiamento più costruttivo su diversi punti", ha aggiunto l'alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell. Tra questi il maggior ricorso a fonti di energia rinnovabili e la liberalizzazione dei visti. Borrell ha citato anche miglioramenti su altri fronti, a partire dal dialogo di alto livello sul commercio volto a risolvere le restrizioni commerciali.

L'alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, e il commissario per l'Allargamento Olivér Várhelyi
L'alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, e il commissario per l'Allargamento Olivér VárhelyiAurore Martignoni/CCE

Ma l'esecutivo europeo ha affermato che i negoziati su un'aggiornamento dell'unione doganale Ue-Turchia avverranno a condizione che Ankara faccia ulteriori sforzi per evitare l'elusione delle sanzioni europee applicate per punire l'invasione russa dell'Ucraina.

Bruxelles ha tutto l'interesse a riattivare i rapporti con la Turchia anche sulla gestione dei flussi migratori. Nel 2016 veniva fiermata una dichiarazione per prevenire le partenze irregolari, rafforzare il controllo delle frontiere e reprimere il contrabbando di esseri umani, in virtù del gran numero di sfollati provocati dalla guerra civile in Siria.

I due commissari hanno detto che l'Ue si impegnerà in maniera "progressiva, proporzionata e reversibile". L'approccio resta cauto alla luce della disputa sulle trivellazioni, dell'esitazione di Ankara a ratificare il protocollo di adesione della Svezia alla Nato e all'accentramento del potere da parte del presidente Recep Tayyip Erdoğan dopo il tentato colpo di Stato del 2016.

Le relazioni tra le due parti sono state tormentate da difficoltà sin dall'avvio dei colloqui ufficiali per l'adesione della Turchia al blocco nell'ottobre 2005. Lo sciame sismico che ha colpito la Turchia meridionale e centrale a febbraio 2023 hanno riavvicinato in qualche modo Unione europea e Turchia.

Nonostante Erdoğan abbia nominato quello che è considerato un gabinetto favorevole all'Occidente dopo la sua vittoria elettorale a maggio 2023, i rapporti tra Bruxelles e Ankara restano tesi.

All'inizio di novembre 2023 la Commissione europea ha pubblicato un rapporto sui progressi fatti nell'ultimo anno dalla Turchia nei criteri richiesti per aderire all'Ue. La relazione ha citato "gravi carenze" nel funzionamento democratico delle istituzioni turche e una persistente "regressione democratica". La Commissione ha lamentato anche la mancanza di progressi nella riforma del sistema giudiziario e nella tutela della libertà di espressione.

Mancanza di allineamento sulla politica estera

Il rapporto evidenzia anche profonde divergenze nelle politiche estere di entrambe le parti, con un tasso di allineamento di appena il 10% nel 2023, rispetto all'8% del 2022.

Le posizioni di Ue e Turchia sono diventate sempre più distanti con la reazione al conflitto in Medio Oriente innescato dagli assalti delle milizie palestinesi di Hamas nei territori occupati da Israele vicino alla Striscia di Gaza. A fine ottobre, Erdoğan ha cancellato una visita programmata in Israele e ha detto che Hamas "non è un'organizzazione terroristica, ma un gruppo di liberazione che protegge le sue terre e i suoi cittadini".

Per Bruxelles le parole sono la dimostrazione del sostegno del presidente turco "al gruppo terroristico Hamas in seguito all'attacco contro Israele" e della retorica "in completo disaccordo con l'approccio dell'Ue". "Per noi Hamas rimane un'organizzazione terroristica", ha detto Borrell, che ha auspicato un confronto costruttivo con Ankara per l'allineamento della politica estera dei due Paesi.

Dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia la Turchia ha scelto di non aderire alle misure restrittive imposte dall'Occidente. L'impennata dell'export verso la Russia, dimostra secondo Bruxelles che il governo turco ha anche facilitato l'elusione delle sanzioni.

Il messaggio "è chiaro", ha aggiunto Borrell. La Turchia può tornare a collaborare con l'Ue sul fronte economico, ma è chiamata a collaborare sull'attuazione delle sanzioni contro la Russia, l'unica arma che l'Unione europea può direttamente usare contro il Cremlino per convincerlo a ritirarsi dall'Ucraina.

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