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Bruxelles punta l'import di diamanti dalla Russia. Proposte sanzioni

La Russia è il maggior produttore mondiale di diamanti grezzi, una posizione che da mesi alimenta le richieste di sanzioni.
La Russia è il maggior produttore mondiale di diamanti grezzi, una posizione che da mesi alimenta le richieste di sanzioni. Diritti d'autore YURI KADOBNOV/AFP or licensors
Diritti d'autore YURI KADOBNOV/AFP or licensors
Di Jorge LiboreiroGianluca Martucci
Pubblicato il
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La Commissione europea ha inviato agli Stati membri una proposta ufficiale per nuove misure restrittive contro Mosca

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La Commissione europea ha proposto un nuovo round di misure restrittive (le cosiddette "sanzioni") contro la Russia. Si tratta del dodicesimo pacchetto contro Mosca da quando ha invaso l'Ucraina. La lettera dell'Alto Rappresentante Josep Borrell, è stata diffusa martedì sera dopo diverse settimane di consultazioni dietro le quinte con i Paesi per sondare il terreno.

Il pacchetto comprende "nuovi divieti per le importazioni e le esportazioni, misure più restrittive con l'abbassamento del tetto del prezzo del petrolio russo attualmente considerato e misure severe nei confronti dei spoggetti dei Paesi extra-Ue che eludono le sanzioni", ha dichiarato a Euronews un portavoce della Commissione.

Il pacchetto, spiegano da Bruxelles, "mira anche a ridurre le entrate residue che la Russia trae dall'esportazione di diamanti verso l'Europa e i suoi partner, una misura adottata in stretta collaborazione con i nostri partner del G7".

Secondo un diplomatico che ha chiesto di mantenere l'anonimato, uno dei prodotti che rientreranno nei divieti è il gas di petrolio liquefatto (GPL), un tipo di carburante utilizzato per il riscaldamento, la cucina e i trasporti.

Le sanzioni saranno ora oggetto di negoziati tra i 27 Stati membri, che richiedono l'unanimità per essere approvate. Se adottate, rappresenteranno la dodicesima serie di sanzioni imposte alla Russia per l'invasione su larga scala dell'Ucraina.

I colloqui si preannunciano tesi visto che già l'approvazione degli ultimi pacchetti non è stata facile. Il pacchetto precedente, che prendeva di mira le aziende cinesi sospettate di elusione, ha richiesto più di un mese per essere concluso.

Questo pacchetto prosegue sulla strada di penalizzare i soggetti che aiutano il Cremlino a eludere le restrizioni già applicate dai 27 Paesi, una strada costringerebbe diversi Paesi a limitare notevolmente i rapporti con Mosca. Più cresce il numero delle restrizioni e più difficile diventa per i Paesi terzi allinearsi con le decisioni di Bruxelles.

Le mani sui diamanti

Ma il tema principale del 12° pacchetto sarà senza dubbio quello dei diamanti.

La Russia è il più grande produttore di diamanti al mondo per volume e il 90% della produzione dipende dalla società Alrosa. Nel 2021, l'anno prima dell'inizio della guerra, il Paese ha esportato diamanti grezzi per un valore di circa 4 miliardi di dollari (3,77 miliardi di euro), un importo che è diminuito solo leggermente nel 2022.

L'inerzia di Bruxelles a colpire questo settore dell'economia russa è stata criticata di continuo dal governo ucraino e dai Paesi dell'Europa orientale più vicine a Kiev nel convincere tutta l'Ue a colpire il più possibile le entrate russe.

Dell'industria dei diamanti russa si sa poco, è questa è la ragione principale del ritardo dell'azione europea. I diamanti passano in più mani fino a raggiungere il cliente finale. I diamanti grezzi russi vengono solitamente tagliati e lucidati in India e poi commercializzati ad Anversa, in Belgio, da dove vengono spediti in altri mercati del mondo, come gli Stati Uniti, Hong Kong e gli Emirati Arabi Uniti.

Risalire all'esatta origine di un particolare diamante sarà complicato per i soggetti che sono chiamati a rispettare le sanzioni.

Così l'Ue e il G7 stanno lavorando a un sistema internazionale di tracciabilità che possa seguire i diamanti lungo l'intera catena di approvvigionamento, dalle miniere alle vetrine. Negli ultimi mesi sono state avanzate diverse idee, tra cui un metodo basato sulla blockchain proposto dal governo belga, che vuole preservare la posizione di leadership di Anversa nel settore dei diamanti.

Il mese scorso, durante una visita a sorpresa del presidente Volodymr Zelenskyy, il primo ministro belga Alexander De Croo ha giurato di eliminare i "diamanti insanguinati russi" dai mercati al dettaglio europei.

"C'è voluto un po' di tempo perché vogliamo evitare che i divieti sui diamanti vengano aggirati", ha detto De Croo, "se lo si fa solo sul mercato all'ingrosso, poi i diamanti verranno commercializzati in altri centri di diamanti nel mondo e noi continueremo ad averli nei nostri negozi. Per la Russia non farà alcuna differenza", ha constatato il premier belga.

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