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Le ultime sanzioni europee alla Russia colpiscono i Paesi "complici"

Vladimir Putin con il presidente cinese Xi Jinping
Vladimir Putin con il presidente cinese Xi Jinping Diritti d'autore Pavel Byrkin/Sputnik
Diritti d'autore Pavel Byrkin/Sputnik
Di Jorge LiboreiroVincenzo Genovese
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Gli Stati dell'Ue hanno approvato l'undicesimo pacchetto, che contiene soprattutto misure per evitare l'aggiramento dei precedenti

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Gli Stati dell'Unione europea hanno approvato l'undicesimo pacchetto di sanzioni alla Russia, che contiene soprattutto misure per evitare l'aggiramento dei precedenti

Dopo dieci tornate di misure restrittive, è chiaro che qualcosa non funziona: vari prodotti come macchinari, gru, semiconduttori o composti chimici riescono comunque a raggiungere il mercato russo, attraverso esportazioni in Paesi vicini, come Armenia, Uzbekistan o Kazakistan.

Un incremento anomalo nelle transazioni con questi Stati suggerisce un aggiramento delle sanzioni europee, che di fatto ne limita l'effetto sull'economia russa.

Un pacchetto contro l'aggiramento

Per questo l'undicesimo pacchetto di sanzioni, approvato il 21 giugno dopo un mese e mezzo di trattative, ha come primo obiettivo combattere l'elusione delle misure già in atto.

Contiene sanzioni per tre società di Hong Kong, due degli Emirati Arabi Uniti, due dell'Uzbekistan, una della Siria, una dell'Armenia e quattro dell'Iran: tutte sospettate di aiutare la Russia a ottenere le merci embargate. In tutto vengono aggiunti 87 nomi alla lista delle entità di import-export sanzionate dall'Ue.

Aumentano pure i prodotti sottoposti a embargo, perché potenzialmente utilizzabili dalla Russia nel settore della difesa: componenti elettronici, chimici e ottici, strumenti di navigazione, metalli, equipaggiamento marittimo.

Ma la vera novità del pacchetto sanzionatorio è uno strumento radicale che consentirà di perseguire interi Paesi oltre che specifiche aziende, sospettati di essere complici dell'aggiramento. Scatterà quando l'elusione delle sanzioni sarà considerata diffusa, sistematica e duratura, e limiterà la vendita e il trasferimento di determinati prodotti nel Paese in esame.

Fonti comunitarie insistono sul fatto che lo strumento entrerà in funzione come "ultima risorsa" in circostanze eccezionali, solo se altri metodi come il dialogo diplomatico e le restrizioni mirate non hanno prodotto risultati.

Come funziona il meccanismo anti-triangolazioni

La Commissione europea proporrà infatti l'attivazione del meccanismo solo dopo aver elaborato un'approfondita analisi dei dati e avviato consultazioni con il Paese sospettato. Poi gli Stati membri dell'Ue dovranno decidere se procedere approvando all'unanimità la misura.

Il meccanismo si applicherà ai prodotti assemblati da società europee o nel territorio dell'Ue e che rientrano nei divieti d'esportazione in Russia, perché potrebbero indirettamente favorire le capacità militari russe. Russia di fare la guerra in Ucraina.

Una volta attivato, questo strumento sarà sottoposto a costante revisione, e disattivato se il Paese colpito è in grado di fornire rassicurazioni convincenti sul fatto che non favorirà più l'aggiramento.

Date le rigorose condizioni per l'attivazione e i rischi diplomatici di etichettare Paesi sovrani come facilitatori dell'elusione delle sanzioni, è improbabile che il nuovo maccanismo venga attivato in modo frequente e regolare.

Piuttosto, suggeriscono funzionari e diplomatici, sarà utilizzato nel contesto della strategia studiata da David O'Sullivan, l'inviato speciale per le sanzioni dell'Ue, che intende incoraggiare i governi stranieri ad allinearsi alla linea europea. 

I suoi recenti viaggi negli Emirati Arabi Uniti, in Turchia, Kirghizistan, Kazakistan, Uzbekistan, Serbia e Armenia ne sono la prova; la Georgia il prossimo Paese con cui dialogare.

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