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Stato dell'Unione: reazioni contrastanti dal Parlamento europeo al discorso di von der Leyen

Il Parlamento europeo ha reagito in maniera contrastante al discorso sullo Stato dell'Unione di Ursula von der Leyen
Il Parlamento europeo ha reagito in maniera contrastante al discorso sullo Stato dell'Unione di Ursula von der Leyen Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Sandor Zsiros
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Reazioni contrastanti quelle dei membri del Parlamento europeo al discorso sullo Stato dell'Unione europea pronunciato da Ursula von der Leyen nell'emiciclo di Strasburgo, tra critiche, espressioni di sostegno e attacchi alla presidente

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Manfred Weber, il presidente del Partito popolare europeo, il gruppo più numeroso dell'Eurocamera, ha espresso sostegno al Green Deal e accolto con favore l’indagine sui sussidi statali cinesi ai produttori di auto elettriche.

"Dobbiamo fronteggiare il comportamento sleale della Cina sul mercato, tutelarci dai sussidi che i cinesi stanno pagando. Bisogna usare i nostri metodi, i nostri strumenti, proteggere i nostri mercati. Il settore dei veicoli elettrici è ovviamente finanziato dai sussidi cinesi. Siamo favorevoli al commercio, ma non ingenui", ha detto Weber a Euronews.

Il gruppo dei Socialisti e Democratici ha attaccato Von der Leyen sulla politica migratoria, in particolare sulla volontà di firmare più accordi di cooperazione sul modello di quello siglato con la Tunisia, per molti un inaccettabile finanziamento di un regime autoritario responsabile di violazioni dei diritti umani. 

Critiche anche per l'assenza nel discorso delle questioni sociali, come si evince dalle parole a Euronews dell'eurodeputato portoghese Pedro Marques.

“Devo dirlo chiaramente, a nome del gruppo. Era del tutto assente da questo discorso la dimensione sociale della situazione attuale. Ci sono milioni di famiglie che soffrono per l’inflazione, per il costo della vita, per gli affitti. Nessun accenno da parte di von der Leyen a politiche concrete per queste famiglie europee".

L'intervento della presidente dei Socialisti e democratici Iratxe García Pérez

I liberali di Renew Europe, invece, avrebbero voluto sentire parole sulla difesa dello Stato di diritto in Polonia e Ungheria. Ai microfoni di Euronws, comunque, il leader del loro gruppo Stéphane Séjournésostiene l’appello della Commissione all’allargamento dell'Unione, insistendo sulla necessità di riforme profonde nell'architettura comunitaria.

“Mi auguro davvero che si proceda con l’allargamento. Ma questo significa anche e soprattutto lavorare sulle istituzioni dell'Ue, sulla propria capacità decisionale con 32 o 33 Stati membri. Bisogna ricordare anche tutte le norme sullo Stato di diritto: ci sono Stati con un alto livello di corruzione e pure Stati in cui il sistema giudiziario deve essere riformato.

Molto critico, ma c'era da aspettarselo, il gruppo Identità e democrazia, il più euroscettico del Parlamento, di cui fa parte anche la Lega.

“Dopo la Brexit ci sarebbe potuta essere un’Unione Europea più umile e riluttante. Ma da allora abbiamo visto l’Unione Europea più radicale ed estremista che mai", afferma il deputato belga Gerolf Annemansa Euronews.

Il confronto in aula con i deputati è stato l'ultimo per Ursula von der Leyen, che concluderà il suo mandato da presidente della Commissione europea nel 2024.

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