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Dietrofront di Duda sulla legge contro le influenze russe in Polonia

Il presidente polacco Andrzej Duda fa marcia indietro sulla legge contro le interferenze russe in Polonia
Il presidente polacco Andrzej Duda fa marcia indietro sulla legge contro le interferenze russe in Polonia Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Gianluca Martucci
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Il testo era stato firmato solo da qualche giorno, ma ora il presidente polacco chiede al parlamento di agire in fretta per approvare i nuovi emendamenti. Bruxelles aveva minacciato di intervenire per difendere la democrazia nel Paese

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Il presidente polacco Andrzej Duda ha proposto degli emendamenti di urgenza alla nuova legge che istituisce una commissione di inchiesta per individuare le persone che agiscono nell'interesse della Russia. Duda aveva firmato la legge martedì 30 maggio, dopo l'approvazione del Parlamento

L'intervento del capo dello Stato è dovuto alle critiche che il testo ha sollevato non solo all'interno dell'opinione pubblica polacca, ma anche da parte della Commissione europea. La vicepresidente responsabile per i Valori e la Trasparenza Věra Jourová aveva minacciato l'adozione di misure specifiche da parte di Bruxelles se fosse stato rilevato un attacco alla democrazia polacca. 

Secondo quanto approvato dal parlamento polacco, la commissione indipendente è stata concepita per vietare per un decennio alle persone colpevoli di agire sotto l'influenza del Cremlino di ricoprire incarichi pubblici. Secondo gli emendamenti proposti da Duda, invece, la commissione non comminerà sanzioni, ma si limiterà a dichiarare l'incapacità del colpevole a garantire l'indipendenza nel servire lo Stato.  

I più critici hanno ritenuto che la legge avesse come obiettivo principale il leader dell'opposizione Donald Tusk, ex primo ministro polacco che è stato anche un alto funzionario dell'Ue. La Polonia infatti si avvia verso le elezioni politiche del prossimo autunno e i timori sollevati anche da Bruxelles riguardavano la possibilità di sanzioni nei confronti dei rivali di Diritto e Giustizia, il principale partito al governo a cui appartiene anche Duda. 

Diritto e Giustizia accusa Tusk di essere stato troppo accondiscendente nei confronti di Mosca come primo ministro tra il 2007 e il 2014 e di aver concluso accordi sul gas favorevoli alla Russia prima di trasferirsi a Bruxelles per ricoprire la carica di presidente del Consiglio europeo tra il 2014 e il 2019.

Duda ha esortato i deputati polacchi ad agire in fretta, ma non è chiaro quanto i deputati siano disposti ad accogliere la richiesta urgente del capo dello Stato. Ma soprattutto, non è chiaro se Duda abbia consultato i suoi colleghi di partito in merito agli emendamenti proposti.

Un portavoce del partito ha affermato che "l'obiettivo principale del disegno di legge rimane invariato" nonostante gli emendamenti annunciati. L'interesse principale, ha detto il portavoce era quello di "mostrare la verità sulle influenze occulte della Russia in Polonia".

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