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Pene più severe e reati uniformati: la strategia dell'Ue contro la corruzione

Věra Jourová è vicepresidente della Commissione europea e commissaria ai Valori e alla Trasparenza dal 2019
Věra Jourová è vicepresidente della Commissione europea e commissaria ai Valori e alla Trasparenza dal 2019 Diritti d'autore Aurore Martignoni/ EC - Audiovisual Service
Diritti d'autore Aurore Martignoni/ EC - Audiovisual Service
Di Sandor Zsiros
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La Commissione propone una direttiva per armonizzare le definizioni dei crimini fra gli Stati membri, e anche un regime sanzionatorio per i responsabili di atti corruttivi fuori dai confini europei

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La Commissione europea ha presentato una nuova serie di misure per combattere la corruzione nell'Unione e a livello mondiale. Agli Stati membri viene chiesto di armonizzare la definizione di reati come lo scambio di influenze e l'abuso d'ufficio, garantire indagini efficaci e cooperare meglio fra di loro sul tema, ma anche di allestire enti specializzati anti-corruzione.

Secondo le stime, infatti, la corruzione costa all'economia europea circa 120 miliardi all'anno ed erode la fiducia nella democrazia: il 69% dei cittadini non crede che venga adeguatamente perseguita la corruzione "di alto livello", mentre il 47% delle imprese europee reputa "improbabile" che le autorità possano assicurare alla giustizia i responsabili, secondo recenti sondaggi Eurobarometro.

Una visione comune

"Il pacchetto legislativo alza l'asticella delle definizioni e delle sanzioni a livello europeo per i reati di corruzione e aiuterà le autorità a catturare e punire i responsabili del settore pubblico o privato, indipendentemente da dove si trovino", ha spiegato Věra Jourová, commissaria europea ai Valori e alla Trasparenza

"Ci sono molte differenze rilevanti tra le definizioni dei reati di corruzione e tra le pene ad essi collegate. Ciò rende le indagini transfrontaliere più difficili e crea scappatoie che vengono utilizzate dai criminali".

Gli elementi chiave sono una direttiva che punta ad armonizzare le definizioni e aumentare le pene connesse, e una comunicazione congiunta che istituisce una rete anti corruzione su scala comunitaria per mappare le aree a rischio e definire di conseguenza una strategia anti-corruzione.

"Le differenze tra le definizioni dei reati di corruzione e tra le pene ad essi collegate rendono le indagini transfrontaliere più difficili e creano scappatoie che vengono utilizzate dai criminali"
Věra Jourová
Commissaria europea ai Valori e alla Trasparenza

Contro la corruzione a livello mondiale

Della proposta legislativa fa parte pure un regime speciale dedicato alla corruzione al di fuori dell'Europa, chiamato Common Foreign and Security Policy (CFSP)

Introdurrebbe divieti d'ingresso e congelamento dei beni per persone ed entità di Paesi terzi ritenuti responsabili di gravi atti corruttivi.

Ma le organizzazioni del settore mettono in guarda l'Unione europea, che dovrebbe concentrarsi sui suoi problemi interni prima di allargare il raggio d'azione ai sospetti di corruzione stranieri, visto che il più grande scandalo di corruzione della storia comunitaria risale a pochi mesi fa e coinvolge eurodeputati e assistenti parlamentari.

"L'Unione europea ha seri problemi con la corruzione, lo abbiamo visto con il Qatargate e molti altri esempi", spiega Roland Papp di Transparency International

"Anche alcuni Stati membri hanno problemi molto seri. Ovviamente non si può agire all'estero se permane questo tipo di impunità per i cittadini dell'Ue a casa propria. È molto importante garantire che l'Ue intensifichi il suo lavoro sul versante interno".

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