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Uno scudo europeo contro gli attacchi informatici

Margrethe Vestager è vice-presidente della Commissione europea dal 2019
Margrethe Vestager è vice-presidente della Commissione europea dal 2019 Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.
Di Aida Sanchez Alonso
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La Commissione propone un sistema integrato di difesa: collaborazione tra Stati membri e tra entità pubbliche e private saranno cruciali per la cybersicureza nell'Unione

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L'Unione europea vuole dotarsi di uno scudo comune contro gli attacchi informatici, ora che si moltiplicano le minacce in questo campo.

Il cyberscudo europeo

Il sistema di difesa comune sarà basato sulla prevenzione e il rilevamento di cyberattacchi grazie a un "cybershield" paneuropeo costituito da una rete di centri pubblici e privati, nazionali e transfrontalieri.

Per questo sono importanti il coinvolgimento delle società private e soprattutto la collaborazione degli Stati membri, come ha spiegato la vice-presidente della Commissione europea Margrethe Vestager. 

"Nessuno può risolvere questi problemi da solo. Non possono essere preparate risorse sufficienti perché non si sa quando si verificherà un attacco informatico. Abbiamo visto attacchi informatici, ad esempio, al sistema sanitario irlandese. Altri non sono stati scoperti per mesi, in altri casi sono stati colpiti i ministeri degli Esteri..."

"Non possono esserci risorse sufficienti pronte, perché non si sa quando si verificherà un attacco informatico"
Margrethe Vestager
Vice-presidente esecutiva della Commissione europea

Un miliardo per la cybersicurezza

Nella normativa ideata dalla Commissione è previsto anche un meccanismo europeo per la gestione delle emergenze di cybersecurity, che include una rosa di esperti e aziende certificate, già abituate a rispondere a questi attacchi, e in grado di intervenire in caso di necessità. 

Un compito fondamentale, secondoCecilia Bonefeld Dahl, direttrice di Digital Europe, l'organizzazione che rappresenta le aziende digitali europee.

"Non c'è alcuna possibilità che il settore pubblico possa farcela da solo. Non avranno mai accesso alle competenze che abbiamo noi. In questo campo i nostri interessi coincidono perfettamente: avere un cyberspazio sicuro e affrontare le minacce ibride in modo comune".

L'iniziativa costerà complessivamente all'incirca un miliardo e cento milioni di euro, i due terzi dei quali verranno attinti da fondi comunitari, tramite il programma Europa digitale. Il testo legislativo sarà ora sottoposto all'esame degli Stati membri e del Parlamento europeo.

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