Un anno con il Coronavirus, fu un errore sottovalutarlo

Un anno con il Coronavirus, fu un errore sottovalutarlo
Diritti d'autore Jean-Francois Badias/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Di Susan Dabbous
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Ripercorriamo tutte le tappe della pandemia, dalle lontane notizie in Cina al crollo del sistema sanitario lombardo. L'Europa è rimasta unita e a sigillare il patto di solidarietà ora c'è il Recovery fund

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Un anno fa, l'Unione europea sapeva che il coronavirus stava circolando in Cina ma ha sottovalutato il problema ritenendo che il nostro rischio di esposizione fosse basso.

Ma in pochissimi mesi, a inizio del 2020, la malattia è arrivata in Europa e ha colpito in modo durissimo il nord Italia. Migliaia di ricoveri ospedalieri ogni giorno, centinaia di decessi: il sistema sanitario della Lombardia [ andato in tilt e troppi medici si sono contagiati.

Gli italiani si sono giustamente domandati dove fosse la solidarietà europea. Secondo la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, “In troppi non hanno capito quel che stava accadendo all'inizio all'Italia. Per questo, è giusto che l'Europa nel suo insieme le porga delle scuse sincere all'Italia".

All'inizio della scorsa primavera il virus si è diffuso rapidamente in tutta Europa: uno dopo l'altro, i paesi hanno chiuso i loro confini e hanno imposto chiusure senza precedenti.

"In questo momento di crisi le nazioni europee hanno reagito d'istinto e si sono protette dalle minacce esterne", ha osservato Matina Stevis-Gridneff, corrispondente da Bruxelles del New York Times.

Ma a luglio scorso, è arrivata la scelta più rivoluzionaria della storia recente europea, i Ventisette hanno infatti trovato un accordo fino pochi anni fa impensabile: hanno deciso di emettere titoli di debito comune. Non è stato semplice, ovviamente, ci sono volute lunghe trattative ma poi è stato approvato il Recovery Fund 750 miliardi di euro . 

La seconda ondata in autunno ha colpito l'Europa centrale e dell'Est più duramente della prima. In media, all'interno del territorio comunitario, in autunno, ogni 17 secondi moriva un cittadino europeo.

"Se ci sono persone là fuori, che sottovalutando ancora il virus, mandatele pure da me", ha detto minaccioso il vicepresidente della Commissione Ue Margaritis Schinas.

Ma alla fine sono arrivati i tanto attesi vaccini, che hanno riacceso la speranza. La Commissione ne ha acquistato centinaia di milioni di dosi, per garantire che tutti i cittadini europei posano proteggersi.

Il 2020 è stato un anno unico nel bene e nel male, ha visto morire più di un milione e mezzo di persone nel mondo, e in Europa ha messo a dura prova la solidarietà tra Stati membri, che finora hanno dimostrato di rimanere uniti nella lotta al coronavirus. Di cui ancora non si vede la fine.

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