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Le vaquita sono ancora tra di noi. Serve tuttavia salvarle dall'estinzione

In this photo courtesy of the Sea Shepherd Conservation Society, a vaquita marina swims in the Biosphere Reserve of the Upper Gulf of California and Colorado River Delta.
In this photo courtesy of the Sea Shepherd Conservation Society, a vaquita marina swims in the Biosphere Reserve of the Upper Gulf of California and Colorado River Delta. Diritti d'autore Sea Shepherd Conservation Society via AP
Diritti d'autore Sea Shepherd Conservation Society via AP
Di Euronews Green Agenzie:  APTN
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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A causa del loro ridotto numero e al basso tasso di riproduzione, sono anche fra gli animali maggiormente sorvegliati dagli scienziati, poiché sono davvero a un passo dall'estinzione

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Le focene vaquita, note anche come focene del Golfo della California, sono fra i cetacei più piccoli e rari del mondo. A causa del loro ridotto numero e al basso tasso di riproduzione, sono anche fra gli animali maggiormente sorvegliati dagli scienziati, poiché sono davvero a un passo dall'estinzione.

E così un nuovo report ha a cercato di fare il punto della situazione riguardo al loro status di salute, che è stato compromesso ulteriormente dal fallimento di alcuni progetti di conservazione recenti.

Gli esperti della spedizione hanno individuato tra le 10 e le 13 delle minuscole e sfuggenti focene durante le due settimane di navigazione nel Golfo il mese scorso. Un numero simile a quelli visti nell'ultima spedizione del genere nel 2021. Un numero che, per quanto estremamente basso, conforta gli scienziati, considerando che si temeva che nell'ultimo anno la pesca illegale al totoaba avesse potuto ridurlo ulteriormente.

Queste piccole focene vivono esclusivamente all'interno del Golfo della California, nel tratto di Oceano Pacifico che bagna gli Stati Uniti occidentali e il Messico.

Secondo i ricercatori, del gruppo Sea Shepherd e della National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti, starebbero per estinguersi soprattutto per colpa della pesca illegale del totoaba, un grosso pesce utilizzato nella medicina cinese tradizionale, le cui reti sono una trappola mortale per questi minacciati cetacei.

Secondo alcuni ricercato potrebbero esserci anche più vaquita dal momento che la ricerca ha coperto solo una parte dell'habitat della creatura nel Golfo, noto anche come Mare di Cortez. Ma è troppo presto per festeggiare.

A incoraggiare ulteriormente i biologi marini e i ricercatori che sono impegnati a studiare e a valutare politiche di protezione per questi cetacei, Sea Shepherd ha anche constatato che, tra tutti gli esemplari osservati a maggio, non c'erano individui feriti o palesemente in difficoltà. Le vaquita osservate erano infatti tutte in salute e diversi individui erano giovani appena usciti dall'adolescenza.

Sea Shepherd Conservation Society/Handout via REUTERS
La nave Seahorse dell'organizzazione non governativa Sea ShepherdSea Shepherd Conservation Society/Handout via REUTERS

Mentre il governo messicano ha compiuto alcuni sforzi per fermare la pesca con reti - come l'affondamento di blocchi di cemento con ganci per afferrare le reti - i pescatori continuano il loro lavoro nell’area protetta per pescare quotidianamente e persino sabotare gli sforzi di monitoraggio.

Secondo il rapporto, “i pescatori hanno iniziato a rimuovere i dispositivi acustici (CPOD) utilizzati per registrare i rumori emessi dalle vaquita.

"A meno che l'applicazione del divieto di pesca non sia efficace e il furto di attrezzature non venga fermato, il monitoraggio acustico non può raccogliere dati come in passato", afferma il rapporto.

Cosa bisogna fare per salvare questi mammiferi in via di estinzione?

La ricercatrice Barbara Taylor ha invitato il Messico ad usare più blocchi di cemento per impigliare le reti, perché alcune delle vaquita sono state viste al di fuori dell'area protetta.

La spedizione si è svolta dal 10 al 26 maggio, attraversando un angolo del golfo dove erano state avvistate per l'ultima volta le poche vaquita. Alex Olivera, rappresentante del Messico per il Center for Biological Diversity, ha affermato che si tratta di “una notizia incoraggiante e che dimostra che le vaquita sono sopravvissute. Abbiamo ancora bisogno di ulteriori sforzi per salvare queste minuscole focene dall'estinzione”

Sea Shepherd Conservation Society/Handout via REUTERS
PescherecciSea Shepherd Conservation Society/Handout via REUTERS

Olivera, che non faceva parte della spedizione, ha stimato che "anche in un habitat privo di reti, ci vorranno circa 50 anni prima che la specie ritorni come 15 anni fa". "Abbiamo bisogno che il Messico rispetti subito le normative esistenti per evitare che la vaquita scompaia per sempre", ha aggiunto.

L'amministrazione del presidente Andrés Manuel López Obrador si è rifiutata di spendere soldi per risarcire i pescatori che non non usano reti ad imbrocco. Inoltre, non monitora la loro presenza o le aree in cui vivono.

La pesca illegale danneggia le vaquitas e gli sforzi per rintracciarle

Sea Shepherd ha lavorato nel Golfo insieme alla Marina messicana per scoraggiare la pesca illegale nell'area nota come "zona di tolleranza zero", dove la pesca è vietata.

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Tuttavia, vi si vedono regolarmente pescherecci illegali, segno che il Messico non è stato in grado di fermarli completamente.

Pritam Singh, presidente di Sea Shepherd, ha affermato che i pattugliamenti con la Marina messicana hanno ridotto del 79% nel 2022 il numero di ore che i pescherecci trascorrono nella zona soggetta a restrizioni, rispetto all'anno precedente.

L'ultima spedizione di avvistamento di vaquita nel 2021 ha portato ad avvistare dalle 5 alle 13 vaquitas, un calo rispetto alla precedente indagine del 2019.

Secondo un rapporto di esperti pubblicato nel 2022, sia le indagini del 2019 che quelle del 2021, “sono state ostacolate dalla presenza di molti pescherecci illegali con reti da imbrocco in acqua”.

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L'UNESCO, inoltre, dal 2019 ha inserito questa specie fra gli organismi che risultano un Patrimonio mondiale in pericolo, seguendo quanto fatto dalla IUCN, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

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