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In che modo una mega diga artificiale mette in pericolo gli ecosistemi olandesi?

Una vista aerea di Afsluitdijk, a Den Oever, Paesi Bassi
Una vista aerea di Afsluitdijk, a Den Oever, Paesi Bassi   -   Diritti d'autore  Unsplash
Di Sarah Tekath
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Dopo diverse inondazioni devastanti all'inizio del XX secolo, il governo olandese decise di costruire un'enorme diga artificiale nel Mare del Nord, per proteggere il Paese da future alluvioni.

Nei decenni successivi, tuttavia, si registrarono numerosi effetti negativi sull'ecosistema marino, in particolare per i pesci migratori e le praterie di fanerogame marine. Ora, nuovi progetti di organizzazioni ambientali nei Paesi Bassi mirano a ripristinare l'equilibrio di questo ecosistema.

Protezione contro le inondazioni e le mareggiate

Gran parte dei Paesi Bassi si trova sotto il livello del mare, il che significa che le inondazioni e le mareggiate hanno sempre rappresentato un grosso rischio per il Paese. Dopo un'inondazione particolarmente devastante nel 1916, il governo olandese decise di costruire una diga artificiale, tra il golfo dello Zuiderzee e il Mare del Nord. Nel 1932, la cosiddetta Afsluitdijk, o "diga di sbarramento", fu completata, estendendosi per 32 km.

Questa diga collega le province olandesi dell'Olanda Settentrionale e della Frisia, con l'autostrada A7 che corre lungo la cresta dell'Afsluitdijk. Questa barriera artificiale ha trasformato quello che era un golfo di acqua salata, in cui confluiscono diversi fiumi, nell'attuale Ijsselmeer di acqua dolce, il più grande lago dei Paesi Bassi. Con l'aiuto delle chiuse, quest'acqua dolce drena attraverso la diga e nel Mare del Nord.

In che modo la diga è un ostacolo per i pesci migratori?

Diversi pesci migratori fanno la spola tra il Mare dei Wadden (salato) e il lago Ijsselmeer per deporre le uova in acqua dolce e per allevare i propri piccoli. La diga ha creato una barriera, che secondo gli esperti impedisce loro di svolgere il ciclo di vita naturale.

"La costruzione dell'Afsluitdijk ha avuto gravi conseguenze per la natura sottomarina del Mare dei Wadden", dice Wouter van der Heij, ecologista marino di De Waddenvereniging, un'organizzazione olandese che si batte per la conservazione del Mare dei Wadden.

"Ha tagliato le rotte di migrazione di un centinaio di specie di pesci, che fanno la spola tra l'acqua dolce e quella salata, cosa che ora è impossibile".

Milioni di pesci aspettano nel Mare dei Wadden davanti a questi cancelli

Poiché l'Afsluitdijk blocca queste rotte di migrazione, come notato dal Rijkswaterstaat, (il Ministero olandese delle Infrastrutture e dell'Ambiente) sono state installate delle chiuse nella diga per permettere ai pesci di passare. Tuttavia, la corrente era troppo forte per molte specie di pesci e solo i nuotatori più forti erano in grado di passare.

"Milioni di pesci stanno aspettando nel Mare dei Wadden davanti a questi cancelli. Possono sentire l'odore dell'acqua dolce dall'altra parte e vogliono nuotare lì, ma la corrente è troppo forte e la transizione tra acqua salata e dolce troppo brusca", dicono gli esperti di De Waddenvereniging.

Il risultato di ciò è stato un declino delle popolazioni di molte specie di pesci migratori - anche in corsi d'acqua che non provengono dai Paesi Bassi, come il Reno. Nel 2018, De Waddenverenging ha registrato un drammatico declino del 90% degli stock ittici nel Mare dri Wadden, rispetto al 1959.

L'Afsluitdijk ha anche colpito la flora del Mare dei Wadden, in particolare la fanerogama. La dottoressa Laura Govers - ecologista, biologa e docente all'Università di Groningen - studia questa pianta speciale dal 2007.

"È importante per la biodiversità. Come le foreste di mangrovie e le barriere coralline, forma un ecosistema. Fornisce anche un posto sicuro per la crescita dei pesci piccoli, cattura il carbonio e può filtrare le sostanze tossiche dall'acqua".

La fanerogama fa anche da cuscinetto contro le onde. La solida rete di radici dei campi di fanerogama aiuta a tenere il suolo in posizione e a prevenire l'erosione costiera, dice.

"Tuttavia, la fanerogama è quasi completamente scomparsa nei Paesi Bassi", aggiunge Govers. Ecco perché, dal 2014, sta lavorando a un progetto per riportare la pianta marina nel Mare dei Wadden olandese.

Ripiantare i "prati di fanerogama" a mano

A questo scopo, Govers si reca regolarmente nel Mare dei Wadden con la sua squadra e numerosi volontari, per piantare i semi. Gli scienziati hanno sviluppato un metodo speciale per evitare che vengano spazzati via dalle forti correnti.

"Negli ultimi tre anni, abbiamo lavorato con semi provenienti dalla Germania, dove la fanerogama esiste ancora", spiega.

Laura Govers
I volontari aiutano a ripiantare l'alga nel Mare dei WaddenLaura Govers

"Raccogliamo i semi in autunno, li conserviamo in acqua di mare artificiale, che produciamo noi stessi durante l'inverno, e poi li mescoliamo con il fondale olandese nei nostri laboratori in primavera. Mettiamo questa miscela in pistole a spruzzo e piantiamo i semi nei fondali del Mare dei Wadden".

Il metodo sta avendo successo. Mentre nel 2018 c'erano 10.000 piante, ora ce ne sono 100.000, che coprono l'equivalente di 170 ettari.

"Ma per creare un ecosistema sano nel Mare dei Wadden, abbiamo sicuramente bisogno di altri dieci anni".

Un fiume artificiale per i pesci migratori

Per aiutare lo sviluppo della vita marina si sta realizzando un altro nuovo progetto: un corso d'acqua artificiale, lungo quattro chilometri e tortuoso, che dovrebbe permettere ai pesci più deboli - che non possono nuotare contro corrente - di passare dall'acqua dolce a quella salata e viceversa. La costruzione è iniziata nel gennaio 2021 e il suo completamento è previsto per il 2024.

Le specie che ne beneficeranno includono salmoni, trote di mare e aringhe. Nel corso del fiume artificiale, che sarà costruito vicino al villaggio di Kornwerderzand, l'acqua salata si mescola con quella dolce, per rendere la transizione più facile per i pesci.

Anche altre specie di pesci, che normalmente non migrano, beneficeranno del nuovo fiume artificiale, dicono gli esperti del Mare dei Wadden.

"Una tale transizione dall'acqua dolce a quella salata è per natura un'area enormemente ricca di nutrienti", dice Wouter van der Heij di De Waddenvereniging. L'organizzazione ambientalista è responsabile del progetto, in collaborazione con le organizzazioni naturali It Fryske Gea, Het Blauwe Hart, e un'associazione di pescatori sportivi.

"Non solo gli stock di pesce possono essere rigenerati in questo modo, ma anche gli animali che si nutrono di pesce, come le foche e gli uccelli marini, ne beneficiano. Con stock ittici più forti, miglioriamo anche la situazione dei pescatori professionisti e ricreativi".

"Con questo progetto, i Paesi Bassi stanno aprendo la porta d'ingresso per la migrazione dei pesci in Europa", dice De Waddenvereniging.