La Madonna in terracotta di Donatello: dall'anonimato delle strade di Firenze al Museo del Bargello

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Di Michela MorsaLuca Palamara
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Il rilievo è rimasto per secoli sulla facciata di un condominio del centro di Firenze e solo nel 2009 è stato attribuito al celebre scultore del Rinascimento

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È conosciuta come la Madonna di via Pietrapiana. Il rilievo in terracotta di Donatello, il grande scultore del Rinascimento, è rimasto a disposizione degli sguardi di residenti e passanti per secoli, al civico 38 di questa strada del centro di Firenze.

La scultura è stata attribuita al celeberrimo artista solo nel 2009 e, da allora i suoi proprietari, gli abitanti del fortunato palazzo che la ospita, hanno provveduto a conservarla in un magazzino, prima di venderla allo Stato. Ora che l'opera verrà trasferita al Museo del Bargello, ne hanno commissionato una copia, per non privarsi del familiare sguardo protettivo della Madonna sulle loro case.

"Erano emotivamente legati a quest'opera d'arte che comunque faceva parte del condominio. Chiunque passeggiasse per queste strade di Firenze poteva trovarsi di fronte a un Donatello, che era una delle peculiarità di Firenze", dice Enrico Minelli, l'avvocato degli ex comproprietari della scultura.  

Come altre opere di carattere religioso, la Madonna in terracotta di Donatello, realizzata più di 600 anni fa, era chiamata a vegliare su strade e abitazioni, secondo una tradizione che risale al Medioevo.

"La particolarità di questa storia è che, a partire dall'Ottocento, tutte o quasi tutte queste opere d'arte sono state ritirate e collocate in musei, o comunque messe al sicuro. Invece la Madonna di via Pietrapiana, fino a pochissimo tempo fa si trovava all'esterno di un condominio in una strada di Firenze e nessuno l'aveva notata", spiega la direttrice del Museo del Bargello Paola D'Agostino.

Ora la scultura torna nel suo luogo più naturale, a soli 500 metri di distanza, arricchendo la già preziosa collezione del grande scultore del museo fiorentino, ma raccontando un altro aspetto della bellezza della sua arte.  

"Leggendo le fonti, Donatello partecipa, con Brunelleschi e Ghiberti, alla riscoperta della terracotta come la lavoravano gli antichi romani, soprattutto per realizzare opere di grandi dimensioni. Aveva una grande capacità di modellazione", spiega D'Agostino.

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