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Un museo sull'Olocausto in arrivo nel videogioco Fortnite

Un personaggio interagisce con una mostra sulla Kristallnacht
Un personaggio interagisce con una mostra sulla Kristallnacht Diritti d'autore Chantal/Epic Games
Diritti d'autore Chantal/Epic Games
Di Jonny Walfisz
Pubblicato il
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Dopo Gerusalemme, Berlino e Varsavia ad ospitare un nuovo museo sull'Olocausto sarà il videogioco Fortnite

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L'ubicazione di un nuovo museo dell'Olocausto potrebbe sorprendere chi non ha familiarità con uno dei videogiochi di maggior successo della storia. Lanciato inizialmente come gioco di combattimento online in stile "battle royale", Fortnite (di Epic Games) è diventato incredibilmente popolare per la sua capacità di costruire mondi personalizzabili, simili a giochi come Minecraft e Terraria.

Ora, la nuova edizione del gioco è un museo dell'Olocausto, sviluppato dalla stessa Epic Games e progettato da Luc Bernard, l'autore di The Light in the Darkness considerato il primo gioco educativo sull'Olocausto.

The Light in the Darkness è stato pubblicato all'inizio di quest'anno. Ha dato ai giocatori la possibilità di vestire i panni di una famiglia ebrea polacca che prova, invano, a sfuggire agli orrori dell'Olocausto in Francia. È un'esperienza straziante per un videogioco. "La gente spesso piange alla fine", spiega Bernard a Euronews Cultura.

Disponibile gratuitamente, The Light in the Darkness è stato scaricato in tutto il mondo. È stato particolarmente apprezzato in Medio Oriente: "I sauditi sono quelli che completano più di frequente il gioco", aggiunge l'autore.

Trovare modi per migliorare l'educazione sull'Olocausto rappresenta una grande motivazione per Bernard. Così, quando Epic Games ha aperto l'Unreal Editor di Fortnite, il suo team si è concentrato su un nuovo progetto: un museo sul gioco.

"L'80% degli americani non ha mai visitato un museo", afferma Bernard. Guardando agli enormi budget dei musei dell'Olocausto, si p quindi chiesto se quelli "fisici" fossero davvero efficaci: "Da qui l'idea di creare un museo digitale in uno dei più grandi videogiochi in circolazione".

Dopo un'approfondita ricerca, Bernard e il suo team hanno ideato un'elegante mostra interattiva. Il giocatore si muove all'interno del museo e può trovare informazioni su una serie di argomenti relativi all'Olocausto, compresi alcuni che secondo Bernard sono stati troppo spesso tralasciati dalle mostre tradizionali.

Chantal/Epic Games
Un giocatore in visita al museoChantal/Epic Games

Invece di concentrarsi esclusivamente sulle esperienze degli ebrei aschenaziti dell'Europa dell'Est - anche se sono ancora in primo piano - ci sono anche parti che raccontano le storie degli ebrei sefarditi del Nord Africa. Ci sono storie su Abdol Hossein Sardari, l'ambasciatore iraniano che rilasciò migliaia di passaporti agli ebrei che cercavano di fuggire dalla Francia. Altre mostre riguardano la vita degli ebrei LGBTQ+ e la storia del battaglione di carri armati delle Pantere Nere che liberò gli ebrei.

"Si tratta di creare un museo più attraente per un pubblico giovane", spiega Bernard.

Il team di Bernard non è il primo a considerare lo spazio di Fortnite maturo per un'opportunità educativa. Un evento dedicato a Martin Luther King Jr. ha dato ai giocatori la possibilità di conoscere la storia nera. I creatori di quell'evento hanno poi contattato Bernard. Lui è un grande fan e sottolinea il loro obiettivo comune di rivoluzionare il modo in cui il mondo vede il gioco.

"Stiamo cercando di dimostrare alle organizzazioni e ai musei che, invece di concentrarsi su una sola città e sperare che i turisti passino di lì, si può coinvolgere l'intero stato e l'intero paese. Si potrebbe coinvolgere il mondo intero", afferma Bernard.

Chantal/Epic Games
Un pannello sugli ebrei tunisiniChantal/Epic Games

Migliorare l'educazione all'Olocausto è particolarmente importante, dato che gli ultimi testimoni sopravvissuti sono sempre più rari. Spiegare gli orrori alle nuove generazioni rimane perciò fondamentale. Tuttavia, si teme sempre più che molti giovani giocatori si trovino spesso in ambienti che di fatto tollerano il negazionismo.

Un'indagine dell'Anti-Defamation League (ADL) sull'antisemitismo online ha scoperto che molti negazionisti utilizzano le piattaforme dei social media e le comunità di gioco online per diffondere le loro teorie. Sebbene lo studio abbia coinvolto molti giochi, Fortnite è stato particolarmente citato dall'ADL.

Bernard ha continuamente difeso Epic Games e Fortnite dalle accuse. Per assicurarsi che le persone si comportino in modo appropriato nel prossimo museo, Bernard ed Epic hanno disattivato alcune funzioni, come la possibilità di distruggere i muri.

Anche se resta ad esempio un problema di moderazione nei nomi utente, Bernard ha sottolineato come Epic Games stia fornendo ampio supporto alla realizzazione di giochi educativi come quello sull'Olocausto: "Sono persone fantastiche - spiega -. Credo che Epic sia una delle migliori aziende con cui lavorare nel settore dei giochi e che tratti le questioni molto seriamente".

Non è ancora nota la data di apertura del museo dell'Olocausto di Fortnite.

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