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Germania, il lavoro part-time sta davvero creando problemi economici?

Michael Kretschmer, governatore dello Stato tedesco della Sassonia e membro dell'Unione cristiano-democratica (CDU)
Michael Kretschmer, governatore dello Stato tedesco della Sassonia e membro dell'Unione cristiano-democratica (CDU) Diritti d'autore Michael Sohn/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Michael Sohn/Copyright 2021 The AP. All rights reserved
Di Eleanor Butler
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Secondo il ministro presidente della Sassonia, Michael Kretschmer, il ritorno alla settimana di 40 ore sarebbe necessario per mantenere la prosperità economica della Germania

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"Il lavoro part-time deve rappresentare l'eccezione, non la regola". A dichiararlo è il politico tedesco Michael Kretschmer in un'intervista al quotidiano economico Handelsblatt. Nel pieno della sua campagna elettorale per la riconferma in Parlamento, il ministro conservatore della CDU si è soffermato sulla questione della produttività della Germania. Puntando il dito, appunto, sul lavoro a tempo parziale.

"Dobbiamo assicurarci di uscire dalla crisi con la crescita e la piena occupazione - ha affermato - il che per me significa una settimana di 40 ore per tutti. È stato un errore il fatto che l'opzione del part-time sia passata dall'essere un'eccezione al rappresentare una regola garantita dalla legge".

Dal 2001 si può optare per un lavoro a tempo parziale

Dal 2001, quando la Germania ha introdotto la "Legge sull'occupazione a tempo parziale e determinato", molti dipendenti hanno il diritto di lavorare meno ore di quelle originariamente concordate nel contratto. Ai datori di lavoro è inoltre vietato discriminare i lavoratori part-time.

Secondo l'Ufficio federale di statistica tedesco, nel 2023 il 31% dei dipendenti lavorava a tempo parziale, con un leggero aumento rispetto all'anno precedente. Se si considera il numero di ore lavorate, la Germania si è classificata all'ultimo posto in uno studio comparativo realizzato tra i Paesi OCSE (utilizzando i dati del 2022).

Un altro studio di Eurostat ha mostrato che la Germania è la seconda nazione con il minor numero di ore lavorative nell'UE, registrando una media di 35,3 ore a settimana. È stata battuta solo dai Paesi Bassi, con 33,2 ore settimanali.

La Germania ha patito la dipendenza dalle fonti energetiche russe

Secondo Kretschmer, aumentare le ore di lavoro è dunque "l'unico modo per mantenere la prosperità della Germania". Sebbene anche altri Paesi siano stati colpiti dagli alti tassi di interesse, l'andamento dell'economia tedesca risulta particolarmente preoccupante. Il PIL è diminuito dello 0,2% l'anno scorso, il che ha reso la principale economia dell'Eurozona quella con la performance peggiore.

Uno dei fattori-chiave del declino della Germania è stato l'impatto dell'inflazione nel settore energetico. Ciò per via della dipendenza del Paese dalle fonti provenienti dalla Russia. Tale elemento ha pesato in particolare sull'industria pesante, particolarmente vulnerabile di fronte all'aumento dei costi dei carburanti.

Date tali condizioni di debolezza, il mercato del lavoro del Paese sta ora accusando il colpo. Alla fine di aprile, l'Istituto economico tedesco (IW) ha pubblicato uno studio in cui si prevede che quest'anno la disoccupazione salirà in media a poco meno di 2,8 milioni, il livello più alto dal 2015.

Rinunciare al lavoro part-time potrebbe non bastare e comportare alcuni problemi

In presenza di una domanda debole, il passaggio dei lavoratori part-time a contratti a tempo pieno non rappresenterà però l'unica soluzione ai problemi economici della Germania. "Con il prolungarsi del periodo di debolezza, è necessario che i livelli della forza lavoro debbano rimanere adeguati, poiché un calo permanente della produttività compromette la competitività delle aziende", ha dichiarato l'IW.

Una riduzione del lavoro part-time potrebbe anche interferire con altre questioni. I dati dell'ufficio statistico tedesco pubblicati alla fine del mese scorso hanno rilevato che nel 2023 il 50% delle donne avrà un lavoro part-time, rispetto al 13% degli uomini. Il 27% delle donne impiegate a tempo parziale ha citato la necessità di occuparsi dei figli come ragione della riduzione dell'orario di lavoro. Lo stesso vale per poco meno del 6% degli uomini con un lavoro part-time.

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