Libano: quattro feriti dopo un bombardamento, Onu avvia un'indagine

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edifici distrutti in Libano, immagine d'archivio Diritti d'autore Mohammad Zaatari/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Tre operatori e un interprete sono rimasti feriti dopo che un ordigno è esploso vicino al gruppo in Libano meridionale. Dura la condanna da parte delle Nazioni Unite. Avviata un'indagine per far luce sull'incidente

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Le Nazioni Unite hanno avviato un'indagine su un incidente che ha ferito tre operatori di pace dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la Supervisione dell'Armistizio (Untso) e un interprete in Libano. Gli osservatori, che sono nel Paese per dare supporto alla Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil), provengono da Australia, Cile e Norvegia, mentre l'interprete è libanese. Tutti e quattro i feriti sono "in condizioni stabili". Una granata sarebbe esplosa vicino al veicolo che stava pattugliando una zona di confine nel Libano meridionale.

L'agenzia di stampa nazionale libanese ha riferito che le forze di pace dell'Onu sono state "oggetto di un attacco israeliano" effettuato da droni. Tuttavia, in un tweet, il portavoce militare israeliano Avichay Adraee ha dichiarato che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) non hanno preso di mira alcun veicolo dell'Unifl nell'area di Rmeish.

Il portavoce dell'Unifil Andrea Tenenti ha insistito sul fatto che gli osservatori non sono armati, usano veicoli bianchi con lettere Onu ben visibili e "grandi bandiere blu", quindi "è molto difficile pensare che siano qualcun altro".

Situazione tesa in Libano meridionale dalla scoppio della guerra a Gaza

Tenenti ha spiegato che gli osservatori dell'Untso, che fanno parte dell'Observer Group Lebanon (Ogl), sostengono l'Unfil nell'attuazione del mandato della forza, che comprende il monitoraggio della cessazione delle ostilità, l'aiuto per garantire l'accesso umanitario alle popolazioni civili e l'assistenza al governo libanese nella sicurezza dei confini del Paese.

Il portavoce ha sottolineato la responsabilità di tutti gli attori del conflitto, in base al diritto internazionale, di garantire la protezione dei non combattenti e ha chiesto la cessazione dei pesanti scambi di fuoco "prima che altre persone vengano inutilmente ferite".

In un'intervista ai media, Tenenti ha dichiarato ai giornalisti che, dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre contro Israele, la situazione nel Libano meridionale è diventata sempre più tesa, con bombardamenti in profondità che "potrebbero potenzialmente innescare un conflitto molto più ampio".

Guterres: "A rischio la stabilità della regione"

L'Unifil aveva già espresso preoccupazione per "l'ondata di violenza" che si è verificata attraverso la Linea Blu, linea di demarcazione tra Libano e Israele, e che ha causato un "elevato numero di morti tra i civili e la distruzione di case e mezzi di sussistenza". L'organizzazione ha chiesto un cessate il fuoco e ha esortato tutte le parti in conflitto ad avviare il processo verso una soluzione politica e diplomatica sostenibile.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato in un comunicato che la situazione lungo la Linea Blu continua a essere gravemente preoccupante, riferendosi agli scambi di fuoco quotidiani che hanno avuto luogo tra i gruppi armati non statali con base in Libano e le Forze di Difesa di Israele dall'8 ottobre 2023.

"Le vittime civili riportate, la distruzione di aree residenziali e agricole e lo sfollamento di decine di migliaia di persone su entrambi i lati della Linea Blu sono inaccettabili", ha dichiarato il capo delle Nazioni Unite. "Minacciano la sicurezza e la stabilità del Libano, di Israele e della regione", ha concluso Guterres.

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