Gaza, gli Usa confermano la morte di Marwan Issa, vicecomandante delle brigate Al-Qassam

Abitanti di Gaza ispezionano una casa colpita da un bombardamento israeliano a Rafah, nel sud della Striscia, 19 marzo 2024
Abitanti di Gaza ispezionano una casa colpita da un bombardamento israeliano a Rafah, nel sud della Striscia, 19 marzo 2024 Diritti d'autore Fatima Shbair/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Fatima Shbair/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Gabriele Barbati
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button

Washington ha confermato la morte del numero due delle brigate Al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Marwan Issa è stato ucciso da un raid israeliano lo scorso 8 marzo. Intanto la denutrizione nel nord di Gaza sta per diventare una carestia secondo le Nazioni Unite

PUBBLICITÀ

Marwan Issa, il vice comandante delle Brigate Al-Qassam è stato ucciso nel corso da un raid israeliano a Gaza. Lo ha confermato il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan. Come numero due del braccio armato di Hamas, Issa è il leader di più alto rango a perdere la vita dall'inizio della guerra scoppiata lo scorso 7 ottobre. Né il gruppo palestinese né Israele hanno commentato ufficialmente le notizie sulla sua morte.

Secondo quanto affermato dalla Casa Bianca Issa è stato ucciso durante un raid israeliano a Gaza dell'8 marzo, con bombe capaci di penetrare in profondità nel terreno, mentre si rifugiava in un bunker a Nuseirat.

L’uccisione suggerisce che Israele stia ricevendo informazioni da una fonte di alto livello dentro l'organizzazione, secondo gli analisti sentiti dal Guardian. Prima di avviare l'azione militare, Israele doveva essere a conoscenza di dove Issa si nascondeva e quanto tempo sarebbe rimasto, e avere la sicurezza che nessun prigioniero israeliano era lì come scudo umano. "Cosa che poteva essere confermata solo da una fonte umana", ha dichiarato Avi Melamed, ex funzionario dell'intelligence israeliana e analista regionale.

La carestia nel nord di Gaza è imminente

Una carestia nel nord della Striscia di Gaza è ormai "imminente ed è un disastro impensabile e ingiustificabile" ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che martedì ha lanciato l'ennesimo appello a Israele e a Hamas per un cessate il fuoco umanitario.

L'Onu stima che nell'area entro maggio si raggiungerà un alto livello di morti da malnutrizione, quando si oltrepasserà appunto la soglia della carestia (calcolata secondo dei parametri internazionali), in passato dichiarata soltanto per la Somalia nel 2011 e per il Sud Sudan nel 2017

La autorità di Gaza hanno parlato finora di 27 bambini e tre adulti morti per denutrizione e disidratazione.

Gaza, Usa e Israele parlano per evitare carestia e attacco a Rafah

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ripetuto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in una telefonata lunedì, che un'invasione di Rafah aggraverebbe la situazione, e ha concordato una riunione di delegazioni a Washington per discutere delle alternative. 

Netanyahu ha approvato i piani militari per invadere Rafah, la città al confine con l'Egitto dove è sfollata la maggior parte della popolazione della Striscia, e ha confermato l'intenzione di farlo.

Lunedì sera in Qatar sono ripresi i colloqui tra gli inviati delle parti belligeranti e mediatori per discutere la proposta di Hamas di un cessate il fuoco in cambio del rilascio di ostaggi.

Borrell: "Israele usa la fame come arma di guerra" a Gaza

"La fame è usata come arma di guerra. Israele sta provocando la carestia" ha dichiarato il capo della politica estera dell'Unione europea, Josep Borrell, durante una conferenza a Bruxelles sugli aiuti per Gaza.

Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha risposto che Borrell dovrebbe "smettere di attaccare Israele", che da parte sua ha permesso "l'ingresso a Gaza di vasti aiuti umanitari via terra, aria e mare per chiunque voglia aiutare", ha scritto su X.

Le dichiarazioni girano intorno a una guerra che sul campo si è fermata solo per una settimana lo scorso novembre. Nelle prime ore di martedì bombardamenti israeliani hanno ucciso 14 palestinesi a Rafah e almeno otto a Jabalia, nel nord di Gaza.

Venti miliziani di Hamas e un soldato israeliano sono morti invece nel combattimenti con cui le forze speciali hanno preso il controllo lunedì dell'ospedale Al-Shifa di Gaza City, uno dei pochi rimasti in funzione nella zona, dove sono stati arrestati "Duecento sospetti terroristi che verranno interrogati", ha detto il portavoce militare di Israele, Daniel Hagari.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Riprendono i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza mentre Scholz parte per Israele

Gaza, pronto il piano di Netanyahu per l'evacuazione di Rafah. Gli Usa paracadutano altri aiuti

Gaza, Wfp: il 70% della popolazione nel Nord della Striscia affronta una fame catastrofica