Gaza, Scholz a Gerusalemme: Netanyahu respinge le pressioni per la sicurezza dei civili a Rafah

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Gerusalemme, 17 marzo 2024
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Gerusalemme, 17 marzo 2024 Diritti d'autore Leo Correa/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
Di Michela Morsa
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Il premier israeliano ha ribadito che l'offensiva sulla città più meridionale della Striscia, dove si rifugiano più di 1,3 milione di sfollati palestinesi, si farà

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Domenica, nella sua seconda visita in Medio Oriente dal 7 ottobre, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme.

Scholz ha già fatto tappa in Giordania e lunedì dovrebbe incontrare anche il presidente israeliano Isaac Herzog. La Germania è uno strenuo alleato di Israele e ha ripetutamente espresso la sua solidarietà al Paese dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas. Ma l'obiettivo dichiarato del viaggio del leader tedesco è far entrare nella Striscia di Gaza maggiori aiuti umanitari

"Non possiamo stare a guardare i palestinesi che rischiano di morire di fame. Non è da noi. Ho condiviso le mie preoccupazioni con il primo ministro che la fornitura di aiuti da Israele a Gaza e le condizioni di distribuzione devono essere urgentemente e massicciamente migliorate", ha dichiarato Scholz, che ha poi fatto riferimento al piano israeliano di proseguire con l'offensiva su Rafah e la distruzione totale di Hamas

"Più la situazione delle persone a Gaza diventa disperata, più la domanda sorge spontanea: Non importa quanto sia importante l'obiettivo, può giustificare costi così terribilmente alti, o ci sono altri modi per raggiungere il vostro obiettivo?", ha detto il cancelliere. E ha dichiarato di aver detto al suo omologo israeliano che una "logica umanitaria" dovrebbe essere presa in considezione. 

Già dopo il colloquio con il re giordano Abdullah II Scholz aveva dichiarato che un assalto israeliano a Rafah renderebbe la pace regionale "molto difficile". "Israele ha il diritto di proteggersi. Allo stesso tempo, non è possibile che coloro che si trovano a Gaza e che sono fuggiti a Rafah siano direttamente minacciati da qualsiasi azione e operazione militare intrapresa in quella zona", ha affermato il leader tedesco.

Il premier israeliano Netanyahu non cede alle pressioni internazionali

Alle preoccupazioni tedesche Netanyahu ha risposto che "l'obiettivo di Israele di eliminare i battaglioni terroristici rimasti a Rafah va di pari passo con la possibilità per la popolazione civile di lasciare Rafah". "Non è qualcosa che faremo tenendo la popolazione bloccata", ha aggiunto il leader israeliano.

Netanyahuha anche inveito contro le crescenti critiche, soprattutto del principale alleato di Israele, gli Stati Uniti, nei confronti della sua leadership e della gestione dell'offensiva nella Striscia di Gaza,affermando che le pressioni non impediranno a Israele di raggiungere la "vittoria totale"

Durante la giornata di domenica il primo ministro israeliano aveva già rilasciato una serie di dure dichiarazioni, confermando ancora una volta l'imminenza dell'offensiva sulla città più meridionale di Gaza, Rafah, dove trovano rifugio più di 1,3 milioni di sfollati

"Nessuna pressione internazionale ci impedirà di realizzare tutti gli obiettivi della guerra", ha detto Netanyahu, respingendo le insistenti preoccupazioni di alleati e non per la sorte dei civili ammassati nella città. L'ufficio di Netanyahu ha dichiarato che l'esercito israeliano sta preparando le "questioni operative" e l'evacuazione della popolazione civile da Rafah.

Il tweet del ministero degli Esteri palestinese contro Israele

Il ministero degli Esteri palestinese ha detto che le "continue minacce" di Benjamin Netanyahu di invadere Rafah, "rappresentano una palese sfida al consenso internazionale e americano sulla protezione dei civili". 

In una dichiarazione su X ha affermato che "la cieca vendetta domina il governo israeliano e minaccia la sicurezza e la stabilità della regione e del mondo".

La situazione nella Striscia di Gaza

Domenica il ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che nelle ultime 24 ore gli ospedali della Striscia hanno ricevuto i corpi di 92 persone uccise e 130 feritidai bombardamenti israeliani.Le nuove vittime hanno portato il bilancio a 31.645 morti dall'inizio della guerra.

I media palestinesi hanno riferito che un convoglio di dodici camion è arrivato nel nord dell'enclave per distribuire aiuti umanitari alle aree che non ne ricevono da quattro mesi. Sei camion sono arrivati a Gaza City, sei nel campo profughi di Jabalia, portando rifornimenti da distribuire anche nelle aree più settentrionali di Beit Lahia e Beit Hanoun

Non ci sono state evacuazioni mediche dal nord di Gaza per più di un mese e i feriti gravi sono intrappolati negli ospedali danneggiati, dove non possono ricevere cure adeguate, ha avvertito Cadus, un'importante organizzazione di beneficenza medica.

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