Polonia, gli agricoltori protestano a Varsavia: "Insoddisfacenti" i colloqui con il parlamento

Protesta degli agricoltori a Varsavia
Protesta degli agricoltori a Varsavia Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Ilaria CicinelliMichela Morsa
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È la più grande manifestazione organizzata finora dagli agricoltori polacchi, che chiedono l'uscita della Polonia dal Green deal europeo e lo stop alle importazioni di prodotti agricoli a basso costo dall'Ucraina. Kiev nega di avere un ruolo nella crisi del mercato agricolo interno

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Migliaia di agricoltori hanno sfilato martedì per le strade di Varsavia per protestare contro le politiche agricole dell'Unione europea e per chiedere lo stop alle importazioni di prodotti alimentari a basso costo dalla vicina Ucraina. 

È stata la più massiccia manifestazione organizzata finora dagli agricoltori polacchi e ha provocato la reazione del parlamento. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dallo speaker dell'assemblea, ma i colloqui non hanno portato ad alcun risultato. 

La Polonia fuori dal Green deal: le richieste degli agricoltori polacchi

I manifestanti vorrebbero che la Polonia si ritirasse dal Green deal europeo, il progetto dell'Unione europea per contrastare il cambiamento climatico e salvaguardare l'ambiente. A loro dire le misure necessarie per attuare il piano sono troppo onerose per il settore agricolo. 

Gli agricoltori chiedono anche che i valichi di frontiera al confine con l'Ucraina vengano chiusi per impedire al grano e agli altri prodotti alimentari ucraini di entrare nel Paese. Secondoi lavoratori del settore le importazioni ucraine a basso costo - merito dell'esenzione dai dazi europei -, sono responsabili del crollo dei prezzi sul mercato interno e quindi di un danno economico per gli agricoltori polacchi.

Protesta degli agricoltori a Varsavia
Protesta degli agricoltori a VarsaviaCzarek Sokolowski/Copyright 2024 The AP. All rights reserved

Martedì i manifestanti, giunti a Varsavia, si sono diretti verso il parlamento polacco e gli uffici del primo ministro Donald Tusk, che si trovava a Praga per un incontro con il suo omologo ceco. 

Tusk, che ha definito giustificata la rabbia degli agricoltori, ha dichiarato che il Paese collaborerà con Bruxelles per trovare soluzioni alle richieste del settore. Tusk ha anche detto che Polonia e Repubblica Ceca sono intenzionate ad aiutare l'Ucraina, pur riconoscendo gli "effetti negativi" che i prodotti ucraini stanno avendo sugli agricoltori locali.

I colloqui con il parlamento sono stati giudicati "insufficienti"

Martedì lo speaker del parlamento polacco Szymon Holownia ha dichiarato di voler ascoltare le rimostranze degli agricoltori e di voler soddisfare le loro richieste, e ha invitato a colloquio una delegazione di manifestanti

"Non era intenzione di nessuno provocare l'insicurezza alimentare della Polonia e affossare gli agricoltori polacchi. D'altro canto, bisogna rendersi conto che non tutto va come dovrebbe. L'indignazione e la rabbia sono comprensibili, ma queste proteste che avete organizzato sono arrivate al punto che invece di stare con le vostre famiglie e invece di essere nelle vostre aziende agricole, a gestire le vostre aziende, dovete venire a Varsavia per combattere per ciò che è importante per voi", ha detto Holownia. 

Al termine dei colloqui, un portavoce degli agricoltori li ha giudicati "insoddisfacenti", dichiarando che non è stato raggiunto alcun accordo con Varsavia.I manifestanti hanno dichiarato che continueranno le loro proteste fino al 28 marzo, quando i governi polacco e ucraino si incontreranno a Varsavia per colloqui bilaterali.

L'Ucraina nega di avere un ruolo nella crisi del mercato agricolo polacco

A Kiev i funzionari ucraini negano che le loro esportazioni stiano creando "rischi" per il mercato polacco.

"Speriamo che la parte polacca sia in grado di trovare quelle soluzioni che ci permetteranno di risolvere la situazione all'interno del Paese. Da parte nostra posso dire che la situazione è pienamente sotto controllo, manteniamo i nostri obblighi e non creiamo alcun rischio per il mercato polacco", ha dichiarato Olha Stefanishyna, vice prima ministra per l'integrazione nell'Ue e nella Nato dell'Ucraina.

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