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Israele e Hamas: la tregua a Gaza è vicina. Usa e Qatar fiduciosi sulla liberazione degli ostaggi

Attachi israeliani su Gaza
Attachi israeliani su Gaza Diritti d'autore Tsafrir Abayov/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Diritti d'autore Tsafrir Abayov/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Di Ilaria Cicinelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Secondo Hamas, il Qatar dovrebbe annunciare tra poche ore l'accordo per il rilascio degli ostaggi e per una tregua a Gaza. Fonti israeliane confermano che le trattative sono in corso

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"Siamo vicini a raggiungere un accordo su una tregua" nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il leader di Hamas, Ismaïl Haniyeh, all'agenzia Reuters. 

"Il movimento ha dato la sua risposta ai fratelli del Qatar e ai mediatori. Ci stiamo avvicinando alla conclusione di un accordo di tregua", prosegue Haniyeh, citato in un breve messaggio sull'account Telegram del movimento palestinese. 

Una fonte israeliana ha riferito che Tel Aviv è "molto vicina a un accordo" per il rilascio di alcuni ostaggi. Nonostante la fonte sottolinei che ci sono ancora aspetti tecnici da risolvere, l'intesa prevederebbe la liberazione di almeno 50 persone. Decine di altri ostaggi potrebbero venire rilasciati in cambio di un'estensione del cessate il fuoco. 

I colloqui in corso tra Hamas e Israele riguardano una tregua temporanea, per organizzare l'ingresso di aiuti nella Striscia di Gaza e un accordo per lo scambio di ostaggi e prigionieri, speiga il funzionario di Hamas, Izzat el Reshiq, ad Al Jazeera. "L'accordo previsto includerà il rilascio di donne e bambini israeliani in ostaggio, in cambio del rilascio di bambini e donne palestinesi nelle prigioni della forza occupante", ha aggiunto. I dettagli della tregua saranno annunciati dai funzionari del Qatar "entro poche ore", ha detto el Reshiq.

El Reshiq ha anche accusato Israele di voler dettare i termini dei negoziati, mentre continua ad attaccare Gaza per "spezzare la resistenza. Ma questo non accadrà", ha detto, aggiungendo che "l'accordo sarà accettabile per i leader dell'ala armata". 

"Liberare gli ostaggi dovrebbe essere la priorità"

Il parente di un ostaggio catturato da Hamas ha dichiarato che alcuni alti funzionari israeliani gli hanno detto che non daranno priorità al rilascio dei prigionieri, rispetto alla sconfitta di Hamas. Udi Goren è uno dei numerosi familiari degli ostaggi che hanno incontrato il gabinetto di guerra, compreso il primo ministro Benjamin Netanyahu.  

"Stiamo parlando della vita delle persone, in particolare parliamo delle nostre famiglie", afferma Goren che spiega come "Tutti noi sentiamo che questa dovrebbe essere la priorità assoluta. Non significa che non dovremmo preoccuparci di distruggere Hamas. Assolutamente no. Nessuno lo sta affermando. Nessuno sta dicendo questo. Ma abbiamo sicuramente delle critiche sulle priorità". 

Il gabinetto di guerra - l'organo istituito subito dopo l'attacco di Hamas - non ha condiviso alcun dettaglio su un eventuale accordo per il rilascio degli ostaggi.

Intanto John Kirby, portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Usa, ha dichiarato che "Il Presidente Biden e il suo team stanno facendo tutto il possibile per aiutare a liberare gli ostaggi di Hamas, compresi i bambini piccoli e gli americani. Crediamo di essere più vicini di quanto non lo siamo mai stati". Sono in tutto sei i cittadini americani morti in Israele, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.

Attacco all'ospedale indonesiano

Il bilancio delle vittime nella Striscia è di oltre 13.300 morti, secondo quanto riporta Hamas, tra cui più di 5.600 bambini e 3.550 donne, mentre la guerra di Gaza si protrae per la settima settimana.

Il ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che circa 200 pazienti sono stati evacuati dall'ospedale indonesiano di Gaza city all'ospedale Al-Nasser di Khan Younis, con l'aiuto della Croce Rossa. L'ospedale indonesiano, l'ultimo operativo nel nord della Striscia, è stato colpito poche ore prima da un attacco aereo israeliano in cui sono morte almeno 12 persone, secondo quanto riferito dal ministero e da un operatore sanitario dell'ospedale. Si ritiene che centinaia di palestinesi siano ancora intrappolati nella struttura. Israele ha negato di aver bombardato l'ospedale, sostenendo di aver risposto al fuoco dei militanti di Hamas che avrebbe colpito l'esercito da dentro la struttura ospedaliera. 

Il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha affermato che 31 bambini prematuri, “molto malati”, sono stati trasferiti dall’ospedale di al Shifa in Egitto, in un’operazione congiunta con l’Onu e la Mezzaluna rossa palestinese, e 12 di loro sono stati trasportati in aereo al Cairo. A Gaza rimangono tre bambini

Il portavoce delle forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, ha dichiarato nel suo briefing quotidiano che i soldati israeliani hanno scoperto una "fabbrica di armi" in una moschea di Gaza city.

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