10 anni dal ciclone Cleopatra, riapre ponte che inghiottì agente

A fine novembre finisce l'isolamento tra Oliena e Dorgali
A fine novembre finisce l'isolamento tra Oliena e Dorgali
Di ANSA
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(ANSA) - NUORO, 18 NOV - A dieci anni esatti dal ciclone Cleopatra, il 18 novembre 2013, riaprirà al traffico il 27 novembre prossimo il ponte di Oloè sulla strada provinciale 46 Oliena-Dorgali, crollato sotto la furia dell'acqua e inghiottendo l'agente di polizia della questura di Nuoro Luca Tanzi, di 44 anni. Lui quella notte era di servizio, impegnato con i suoi colleghi a prestare soccorso alla cittadinanza, paralizzata dall'alluvione. L'auto su cui viaggiava incrociò un'ambulanza che cercava di raggiungere l'ospedale più vicino per trasportarvi una ragazza in ipotermia. Durante l'intervento, il mezzo della polizia che precedeva l'ambulanza precipitò in una voragine, improvvisamente apertasi sul ponte di Oloè, inghiottendo i suoi occupanti. Luca morì sul colpo e i suoi colleghi rimasero gravemente feriti. L'ambulanza, con il suo equipaggio, non rimase coinvolta nel cedimento grazie al sacrificio dei poliziotti. Una storia travagliata, quella del ponte, lunga 10 anni. "Ora - annuncia l'assessore regionale ai Lavori pibblici Pierluigi Saiu - restituiamo una nuova infrastruttura, cruciale per il territorio. Le prove di carico della nuova campata , lunga 40 metri , sono state svolte, adesso - spiega - si attende il collaudo che arriverà prima del 27 novembre, giornata nella quale il ponte sarà riaperto al traffico". La Regione ha messo a correre 5,6 milioni di euro per l'opera, il progetto esecutivo è stato presentata nel gennaio scorso, di lì a poco è stato aperto il cantiere con interventi che hanno consentito di migliorare la funzionalità statica e idraulica dell'infrastruttura. C'è stato infatti il raddoppio del passaggio delle acque precedentemente ostacolato dal rilevato stradale. Il sindaco di Oliena è soddisfatto a metà: "Per noi non si tratta di un regalo ma di un risarcimento - chiarisce Bastiano Congiu - Per 10 anni abbiamo subito un calvario: i nostri pastori e i nostri agricoltori per andare in campagna utilizzavano percorsi più lunghi con aggravi di costi e di tempo notevoli". (ANSA).

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