Russia, esercitazioni per simulare la risposta a un attacco nucleare dopo l'uscita dal trattato

il presidente russo Vladimir Putin
il presidente russo Vladimir Putin Diritti d'autore Gavriil Grigorov/Sputnik
Di Greta Ruffino
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La Russia ha condotto i primi test per simulare la reazione a un eventuale attacco nucleare, pochi giorni dopo l'uscita dal trattato che bandisce gli esperimenti nucleari. Mosca prevederebbe l'uso di testate nucleari solo per autodifesa, ma la paura di un'escalation cresce

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La paura di un possibile conflitto nucleare diventa sempre più vicina. Le forze armate russe hanno condotto delle esercitazioni, supervisionate dal Presidente Vladimir Putin, per simulare la risposta a un eventuale attacco nucleare. Per farlo hanno lanciato diversi missili balistici e da crociera.

Le esercitazioni del 25 ottobre si sono svolte poche ore dopo che la Camera alta del Parlamento russo ha revocato la ratifica del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, in quella che Mosca ha descritto come una mossa per stabilire la parità con gli Stati Uniti. Il Trattato vieterebbe tutti i test che prevedono l'impiego delle testate nucleari.

Il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha dichiarato che lo scopo delle esercitazioni era quello di capire le capacità della Russia nell' "affrontare un massiccio attacco nucleare da parte del nemico".

Tensioni con gli Stati Uniti

Il Trattato per la messa al bando dei test, adottato nel 1996, vieta tutte le esplosioni nucleari in qualsiasi parte del mondo, ma non è mai stato pienamente attuato. Oltre che dagli Stati Uniti, deve ancora essere ratificato da Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Iran ed Egitto.

Putin ha fatto notare che, sebbene alcuni esperti abbiano sostenuto la necessità di condurre test nucleari, non si è ancora fatto un'opinione in merito. All'inizio del mese il vice ministro degli Esteri russo ha dichiarato che Mosca continuerà a rispettare il divieto e riprenderà i test nucleari solo se Washington lo farà per prima.

Il ministero degli Esteri russo avrebbe ricevuto alcune proposte dagli Stati Uniti per riprendere il dialogo sulle questioni di stabilità strategica e di controllo degli armamenti, ma ha osservato che Mosca non lo ritiene possibile nell'attuale contesto politico.

Questo avviene in un momento di forte tensione tra la Russia e l'Occidente per i combattimenti in Ucraina.

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