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Media americani: "La guerra rischia di durare anni". Crepe occidentali nel conflitto ad oltranza

"Putin è un assassino". (Helsinki, 20.8.2023)
"Putin è un assassino". (Helsinki, 20.8.2023) Diritti d'autore Screenshot AFP Video
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Di Cristiano TassinariEuronews World
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Manifestazioni anti-Putin e contro la guerra in molte capitali europee, a sostegno di Alexey Navalny e tutti i prigionieri politici in Russia. Mentre Zelensky riceverà gli F-16 da Paesi Bassi e Danimarca, i media americani scrivono di "controffensiva fallita". Prime crepe nel sostegno occidentale

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"Putin è un killer": si legge cosi negli striscioni delle tante manifestazioni che domenica 20 agosto si sono svolte in diverse capitali europee contro Putin e contro la guerra.

La data del 20 agosto ha rappresentato il terzo anniversario dell'avvelenamento di Alexey Navalny, il principale avversario politico di Putin, uno dei punti-chiave nella campagna del Cremlino per mettere a tacere le voci dell'opposizione.

Kirill Tsimkarzhenski, studente e attivista russo, ha partecipato alla manifestazione di Berlino, in Germania: 

"Abbiamo organizzato la manifestazione per mostrare a tutti che Navalny e tutti i i prigionieri politici in Russia non sono soli. Chiunque sia qui può vedere che loro non sono soli, siamo con tutti con loro, siamo tutti insieme. Sosteniamo Navalny, sosteniamo l'opposizione, sosteniamo la pace in tutto il mondo e non sosteniamo Putin, la sua dittatura e la sua guerra".

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"Non sosteniamo Putin, la sua dittatura e la sua guerra". (Berlino, 20.8.2023)Screenshot

F-16 e crepe occidentali

Sul campo di battaglia,dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che riceverà i primi aerei F-16 da Danimarca e Paesi Bassi (paesi che ha visitato domenica, incontrandosi con i primi ministri Mette Frederiksen e Mark Rutte), alcuni media occidentali affermano che la controffensiva ucraina è già in fase di stallo, praticamente fallita.

Secondo il "Washington Post" e "The Economist", che citano un rapporto dell'intelligence americana, Kiev non sarà in grado di raggiungere in tempi rapidi il suo attuale obiettivo: riconquistare Melitopol, città importante snodo portuale, la cui riconquista taglierebbe in due i territori ucraini occupati dai russi.

Entrambi i giornali citano funzionari ucraini che si rammaricano della fornitura ancora insufficiente di armi occidentali, sottolineando la mancanza di veicoli ingegneristici per superare le linee russe pesantemente fortificate e la mancanza di aerei da combattimento.

E secondo il "Wall Street Journal" la guerra rischia di durare anni.

I media suggeriscono che la mancanza di successi significativi sta inasprendo l'opinione pubblica sia in Ucraina che all'estero, e che la guerra è su un "binario morto".

Ciò sta già portando alle prime crepe e ai primi dubbi sull'aiuto e sul coinvolgimento dei Paesi occidentali nella guerra in Ucraina, benchè anche prima che iniziasse la controffensiva, i principali leader alleati di Zelensky abbiano assicurato che non avrebbero mai abbandonato l'Ucraina. 

Sempre secondo i media americani, sono soprattutto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il premier britannico Rishi Sunak a spingere per una decisa soluzione diplomatica della guerra, "costringendo" Ucraina e Russia a sedersi al tavolo dei negoziati.

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